"Nessuna area idonea per la costruzione. A oggi" La città che cambia. Comunicato di Delbono, Menarini e Draghetti. Lultimo termine è il 15 gennaio E fumata nera sul nuovo stadio. Ieri scadeva il primo termine della Figc per il progetto, ma Comune, Provincia e club rossoblù hanno alzato bandiera bianca: il progetto cè, ma non cè larea adatta ad ospitarlo. Tutto finito quindi? Non è detto, fino al 15 gennaio: solo lì suonerà lultima campana della Figc. Ma se ieri non cè stato il fischio finale, di certo siamo ai tempi di recupero. Quello che doveva essere il summit risolutivo tra Comune, Figc e rossoblù, riuniti a mezzogiorno nellufficio del sindaco, dura appena 25 minuti. Il project manager della Federcalcio Michele Uva saspetta una bozza di progetto che consenta a Bologna di concorrere per ospitare le partite degli Europei 2016 (sempre che vengano assegnati allItalia). Ma la proposta non cè. E tutte le spiegazioni sono affidate a una nota firmata da Flavio Delbono, dalla Presidente della Provincia Beatrice Draghetti e dal patron rossoblù Renzo Menarini, dopo un vertice riservato a Palazzo Malvezzi, ieri mattina alle 8. «La società Aktiva Spa, proprietaria del Bologna Fc - si legge - si è resa disponibile a presentare una ipotesi di programma urbanistico comprensiva del nuovo stadio». Proposta che Comune e Provincia «hanno preso in considerazione». Ma, in vista dellincontro di ieri con la Figc, «lamministratore delegato del Bologna (Renzo Menarini, ndr) ha preso atto che la scadenza ravvicinata imposta dalla Federazione non consente ad oggi a Comune e Provincia di individuare un ambito idoneo ove collocare il progetto in conformità allinteresse pubblico e agli standard richiesti dalla Uefa». Una nota articolata ai limiti dellambiguità, che tutti i protagonisti rifiutano di approfondire. Quel che si capisce è che non sè trovata lequazione giusta tra il progetto proposto dal patron (affidato a un consulente e promosso dalla Figc), e le aree adatte al nuovo stadio indicate nel piano territoriale della Provincia. Aree che però, si apprende dal Comune, dovrebbero essere acquistate da Menarini o sulle quali non è stato finora possibile costruire cordate economiche con altri imprenditori. Fatto sta che la quadra non cè. Anche se non è detto che non si trovi, magari entro il 15 gennaio (quando però la Figc vorrà un progetto dettagliato), e magari puntando su Vittorio Casale, limmobiliarista proprietario delle aree al Parco Nord. Pd e Italia dei Valori sono cauti. Ieri via Rivani ha diffuso una dichiarazione del consigliere Daniele Ara: «Comune e Provincia hanno operato nellinteresse pubblico. Essere sede dei campionati di calcio è unopportunità, ma indubbiamente non una priorità». E prende tempo anche il vicepresidente della Provincia Giacomo Venturi: «La partita del nuovo stadio non si gioca con la pistola della Uefa puntata alla testa. E non si gioca per ospitare tre partite nel 2016 quando non è certo neppure se sarà lItalia a ospitare gli Europei».
BOLOGNA - CEMENTO. Fumata nera sul nuovo stadio il progetto cè, lo spazio no
Il progetto per il nuovo stadio del Bologna Fc è stato sospeso a causa dellassenza di un'area idonea per la costruzione. La Figc ha imposto un termine di 15 gennaio per presentare un progetto dettagliato, ma Comune e Provincia non hanno trovato un'area adatta. La società Aktiva Spa, proprietaria del Bologna Fc, si è resa disponibile a presentare una ipotesi di programma urbanistico, ma la proposta non è stata accettata. La situazione è stata descritta come "recupero" e i protagonisti rifiutano di approfondire la nota che ha spiegato la situazione. La Provincia e il Comune hanno operato nellinteresse pubblico, ma non considerano la partita del nuovo stadio una priorità.
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