«È EVIDENTE che è un'operazione speculativa portata avanti da quel partito del cemento, composto da cooperative bianche, rosse e alcune frange del Partito democratico». Va giù duro Andrea Agostini, del circolo Nuovo Ecologia di Legambiente, sul caso di via Shelley. Le sue idee sono chiare e coincidono con le posizioni del Comitato che è contro l'ipotesi di costruire le palazzine e una strada parallela a via Shelley. «Noi capiamo le ragioni degli abitanti del quartiere Apparizione - continua Agostini - Quello che vorrei fosse chiaro è che i politici e le cooperative stanno usando come pretesto la loro giusta esigenza. Perchéè vero che hanno bisogno di un'altra via di accesso alla città. Ma chi usa questa motivazione, lo fa semplicemente per sostenere una speculazione». Agostini, sul web, ha pubblicato anche un testo dove espone una proposta alternativa: «La questione della strada va avanti da 20 anni ed è estenuante. Noi e i cittadini di via Shelley siamo favorevoli a un altro tipo di progetto. Invece di una strada parallela si potrebbe fare un prolungamento della parte alta di via Shelley». Un'ipotesi che secondo i calcoli dei tecnici degli ambientalisti avrebbe costi ridotti: «Circa 7 milioni di euro, molto meno di quello che è il costo dell'attuale progetto». Ci sarebbe, sempre secondo Agostini, un vantaggio anche dal punto di vista della mobilità: «Con il semplice prolungamento si arriverebbe a Quarto Alto, e da lì si potrebbe facilmente scendere al cavalcavia di Quarto che è in corso Europa, in un punto da cui si raggiungono diversi punti della città». Secondo gli ecologisti il problema è prima di tutto culturale: «In tutta Europa, le pianificazioni urbanistiche sono ormai contro il consumo del suolo, e non si può costruire nelle aree verdi ma solo dove c'è già il costruito». Cosa che non avviene ancora in Italia, dove il cosiddetto "consumo zero" si scontra con i tanti interessi edilizi. «A Genova, in più, c'è un problema politico- aggiunge Agostini - Perché si sta consumando uno scontro tra il sindaco e alcune frange del suo stesso partito. A gennaio il Comune ha stabilito le linee verdi, oltre le quali non si può costruire. E via Shelley, appunto, si trova fuori da quelle linee: quindi è una zona dove non si può edificare. La Vincenzi è favorevole alla "variantona" come lo siamo noi: per impedire qualsiasi intervento nelle aree collinari di via Shelley. Ora, secondo le ultime dichiarazioni, con il nuovo emendamento il Pd, invece, andrebbe contro la decisione votata meno di un anno fa». I. LoM.