il ministro pronto a ignorare il no del sindaco e dell'autorità portuale Incarico a Fincantieri: «Bastano 24 mesi». E il governo si spacca sull'ipotesi di riaprire Pianosa e Asinara «UN PENITENZIARIO galleggiante leggero, ormeggiato nel porto di Genova». L'idea è di Angelino Alfano, ministro di Grazia e Giustizia. Il progetto, non ancora esecutivo, è firmato Fincantieri. Se ne sentiva parlare da tempo, ora la notizia è certa e l'Ad di Fincantieri, Giuseppe Bono, la commenta senza reticenze: «Quando parliamo di un carcere galleggiante ci riferiamo a una struttura ormeggiata a una banchina in porto. Non a un'isola in mezzo al mare. Il nostro progetto è pronto. Abbiamo indicato che dal momento dell'ordine potremmo realizzarlo in 24 mesi. I costi? Da definire, anche tenendo conto delle misure di sicurezza richieste. La struttura potrà dare alloggio a 420 detenuti». La situazione dei nostri penitenziari è drammatica e il ministro cerca di alleggerire il drammatico sovraffollamento degli istituti di pena dove soggiornano oltre 65 mila detenuti, a fronte di una capienza di poco più di 40 mila. Ieri si è saputo che nel piano carceri sarà prevista la riapertura di Pianosa. Il Guardasigilli Alfano ha dato mandato al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria di avviare le procedure per la riapertura del carcere sull'isola. E il ministro Maroni rilancia: «Potremmo riaprire anche l'Asinara». Ma è subito scontro nel Pdl. Critico su Pianosa il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, che era stato tra i promotori della chiusura: «Sono molto sorpreso dall'idea di Alfano. Probabilmente non sa quanto sia pesato in termini di costi alle casse statali tenerla aperta fino a qualche fa. Mi batterò per evitare quello che mi sembra un marchiano errore». «Pianosa come anche l'Asinara sono due gioielli della natura e vanno semmai valorizzate», aggiunge il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Sul carcere galleggiante a Genova il sindaco Marta Vincenzi aveva già alzato il muro del no. E da Betlemme, dove è in missione, riconferma: «Non mi piacciono le carceri in stile Alcatraz. Sono cose incivili». Bono ribatte: «Forse Vincenzi ha pensato a una struttura galleggiante in mezzo all'Oceano.... L'hanno informata male». Il carcere dovrebbe invece assomigliare a una grande chiatta a più ponti, simile all'Urban Lab di Renzo Piano ormeggiato in Darsena a Genova. Affiancherà Marassi, alleggerendo la pesante situazione della popolazione carceraria. L'embargo sui particolari cadrà quando, forse già oggi, dopo infiniti rinvii, il piano carceri elaborato da Franco Ionta, direttore del Dap e commissario straordinario per l'edilizia carceraria, approderà in consiglio dei ministri. La competenza nell'individuazione dell'area (nel caso della banchina o del molo) spetta a una Commissione formata dal Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d'appello di Genova, da un funzionario del ministero di Grazia e Giustizia e dal provveditore regionale allo Opere pubbliche. E comunque la scelta definitiva è della Regione, sentito il Comune (che esprime parere non vincolante) e valutate le compatibilità urbanistiche. Il ministro Alfano avrà i poteri di Commissario Straordinario per il piano-carceri e potrà far avanzare i lavori con procedure amministrative accelerate. Se si pensa di collocare la grande chiatta galleggiante con le sbarre alle finestre entro il perimetro del porto commerciale l'interlocutore principale del Guardasigilli sarà l'Autorità portuale genovese. Il presidente, Luigi Merlo, è già stato informato dell'opzione e non l'ha presa bene. Come Vincenzi vede il carcere in porto come il fumo negli occhi. Progetti simili riguardano Savona e La Spezia e altre città portuali italiane. Alcuni parlamentari del Pd (Orlando, Rossa, Tullo, Zunino) con un'interrogazione parlamentare avevano già bocciato la soluzione cacreri galleggianti. «Comprendo i problemi occupazionali di Fincantieri - dice Tullo - ma vedrei meglio la costruzione dei sette pattugliatori che la nostra Marina ha richiesto per adibirli alla interdizione delle attività di pirateria nel Golfo di Aden e nell'Oceano Indiano». «Conosco bene la situazione carceraria e conosco bene il porto di Genova», ragiona Roberto Cassinelli, deputato genovese del Pdl che si è occupato a fondo del problema carceri. «È irrealistico collocare un carcere galleggiante all'interno del porto di Genova, causerebbe seri problemi al traffico commerciale e, probabilmente, la rivolta dello shipping. Lo stesso discorso vale per Savona e La Spezia». Renzo Parodi parodiilsecoloxix.it
LIGURIA - Genova, Alfano vuole il carcere galleggiante
Il ministro di Grazia e Giustizia, Angelino Alfano, ha annunciato che il governo è pronto a costruire un carcere galleggiante a Genova, con la possibilità di riaprire anche il carcere di Pianosa e l'Asinara. Il progetto è stato firmato da Fincantieri e potrebbe essere realizzato in 24 mesi. Il carcere galleggiante dovrebbe avere una capienza di 420 detenuti e sarebbe situato in una banchina del porto di Genova. Il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, ha già espresso il suo dissenso, affermando che non le piacciono le carceri in stile Alcatraz.
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