Dopo il Battistero, una chiesa-gioiello costretta a fare i conti con la mancanza di fondi Orario di visite quasi azzerato anche in San Giovanni Fuorcivitas Battistero chiuso e non solo: anche la chiesa di San Giovanni Fuorcivitas, da tempo resta interdetta per cinque ore di luce al giorno, che specialmente d'inverno sono davvero tante. Il motivo è sempre lo stesso: mancanza di fondi. Per cui, anche don Leonildo, parroco - e quindi responsabile dell'apertura - della preziosa chiesa un tempo "fuori le mura", si duole della impossibilità di mostrare, quanto meriterebbero, le opere d'arte conservate nel suo tempio, richiamando, in questo senso, l'attenzione dei vari enti, pubblici e privati. E appena il caso di ricordare che l'interno di San Giovanni Fuorcivitas ospita un patrimonio d'arte invidiabile. Basterebbero "La Visitazione", le due statue in terracotta invetriata di Maria e Santa Elisabetta, opera dei Della Robbia, a nobilitare massimamente la chiesa, ma chi entra trova pure altre perle scultoree e dipinti di gran pregio. Per esempio, l'acquasantiera di un giovane Giovanni Pisano, il pulpito di Fra' Guglielmo da Pisa del 1270 ed il polittico che Taddeo Gaddi compose tra il 1353 ed il 1355: un insieme di capolavori che, probabilmente, costituisce la più insigne "raccolta myseale" a Pistoia. Il sacerdote chiede aiuto e chiama in causa soprattutto il comune. Ecco le sue ragioni e giustificazioni. «Apro per il culto, dalle 7,30 alle 12 e dalle 17 alle 18,30. Chi, tra mezzogiorno e le cinque vuol pregare, può andare nelle tante chiese vicine aperte, ma io non posso tenere di più le luci accese. I turisti vengono a branchi e se ne vanno. Di monete per far luce alle presenze d'arte ne tirano fuori ben poche. Con che pago? Con la raccolta della domenica, centocinquanta euro circa; per il resto della settimana il piatto piange. Nei giorni feriali, si tratta di centesimini dei quali ho fatto la raccolta, ma è più paglia che grano. E comunque, manca una sorveglianza adeguata. Non ci sono neppure più, come custodi, le donne di Fede e arte, cosicchè i monumenti sono e restano completamente a rischio». Poi, l'affondo al Comune: «Il Comune pensa alle mostre, pensi anche alle chiese: queste sì che sono musei. Anni fa, mi avevevano anche promesso, verbalmente, cinquecento euro per l'apertura continuata da luglio a settembre compresi, per spese di luce e pulizia: non ho visto niente. Ovviamente, devo pagare anche la pulizia della chiesa. Ma qui, da tempo, tutto tace. Non si fa vedere neppure l'Apt».