A Pisa un convegno dedicato al sociologo Elia Trasformazioni urbane e nuovi bisogni i temi centrali dell'assise Si sta facendo avanti una nuova domanda di città. Una città che offra una diversa organizzazione del tempo libero e della residenza, che garantisca la sicurezza, che sia aperta a chi arriva da altri paesi. Ma è possibile una città più vivibile per tutti, dai bambini agli anziani agli stranieri, o si rischia che la dimensione urbana contenga sempre più spesso elementi di disagio? Per interrogarsi su queste e altre questioni, un gruppo di sociologi si ritrova oggi a Pisa per un convegno dal titolo "Città cittadini". L'incontro - che prende il via alle 9 nell'aula magna della Sapienza - è promosso dall'Università e organizzato in onore di Gian Franco Elia, uno dei padri della sociologia urbana, che è stato rettore dell'ateneo pisano tra il 1989 e il 1993. La città che cambia - soprattutto sotto la spinta di processi economici - è la città dove si assottigliano i confini tra centro e periferia, dove anzi il polo d'attrazione si sposta verso l'esterno grazie alla calamita delle aree-shopping con annesse multisale cinematografiche, bar e ristoranti (basti in Toscana l'esempio dei "Gigli" e in misura ridotta del complesso "Porta a terra" di Livorno), mentre il centro storico o si trasforma in museo o rischia di morire: i piccoli negozi chiudono, soffocati dagli ipermercati, le botteghe artigiane spariscono, gli stessi uffici si spostano. E intanto l'arrivo di lavoratori stranieri, portatori di culture diverse, pone problemi nuovi. «Oggi assistiamo a uno strano fenomeno - nota Elia -: la città riduce la sua popolazione eppure ha sempre più bisogno di spazio perché le esigenze della famiglia si complicano e diversificano - e così avanzano proposte come il piano casa del governo». Ma questa città "diffusa", che erode territorio alla campagna e all'agricoltura, si ritrova poi, a volte, invasa da strutture come le seconde case che costituiscono uno "spreco" di spazio perché restano chiuse per molti mesi all'anno. E se non si trova un equilibrio - osserva Elia - l'esplosione di queste residenze rischia di snaturare la fisionomia di molti centri turistici in Toscana. Globalmente comunque nella nostra regione il sistema urbano riesce a garantire elementi di vivibilità e socializzazione, senza i drammatici problemi di criminalità delle metropoli. Ma la città che si trasforma pone la sociologia - e la società - di fronte a sfide inedite. E di questo stamani parleranno i professori Giandomenico Amendola e Alberto Magnaghi dell'università di Firenze, con Antonio Tosi del politecnico di Torino. Il pomeriggio sarà invece dedicato alle testimonianze di allievi e colleghi di Gian Franco Elia, un sociologo che ha affrontato il tema della città quasi "a tutto tondo". Partito con un testo, datato 1968, significativo di tutto il suo itinerario di ricerca, "Città e potere", ha proseguito con l'analisi delle esperienze di partecipazione e di esclusione, e poi dei meccanismi del conflitto e del consenso, fino a consegnarci un'idea di città come "polis", luogo di condivisione della vita pubblica. Elia si è anche addentrato nel campo dell'urbanistica affrontando la città socialista (il caso ungherese), e quella post-indutriale; si è occupato di "villaggio e fabbrica" e di problematiche d'attualità come il localismo. Di recente ha dato vita a un gruppo di studio per i problemi dell'emarginazione e dell'esclusione urbana. (g.v.)
PISA. Le sfide inedite delle nostre città
A Pisa si è tenuto un convegno sul tema "Città cittadini" in onore di Gian Franco Elia, uno dei padri della sociologia urbana. Il convegno ha affrontato le sfide della città che cambia, come la riduzione della popolazione e l'aumento delle esigenze di spazio, e ha esplorato le proposte per affrontare questi problemi, come il piano casa. La città che si trasforma pone sfide inedite per la sociologia e la società, e il convegno ha portato a riflettere sulle difficoltà di creare una città più vivibile per tutti.
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