IL PUNTO DA CHIARIRE E' ormai certo che il museo delle navi antiche di Pisa aprirà i battenti ad aprile ma per un nodo che si scioglie, se ne forma un altro, forse più complicato. Chi gestirà infatti l'attesissimo polo museale? La cosa non è banale e se gli scavi ed il restauro degli arsenali sono stati fatti a carico del Ministero dei beni culturali, per la gestione il discorso cambia. Il dicastero sembra non voglia gestire il museo tant'è che si dà per scontato che non avrà la veste giuridica di un museo nazionale. Il perché è presto detto e va ricercato nelle difficoltà del ministero ad assumere e pagare nuovi stipendi per il personale. Allora chi potrà gestirlo? Da più parti si avanza l'ipotesi di una fondazione composta da più soggetti con una cabina di regia a Palazzo Gambacorti. Riavvolgendo il nastro dell'annosa vicenda del museo delle navi romane, correva l'anno 2003 quando, alla Normale, ci fu la riunione di una commissione creata, tra le tante cose, anche per dare l'avvio ad una fondazione per la gestione del museo delle navi di Pisa. Una commissione quella che si riunì sei anni fa, molto affollata perché ne facevano parte Comune, Provincia, Normale, ministeri dei beni culutrali e dei trasporti, tre soprintendenze, e due sedie a quel tavolo, erano occupate dalle fondazioni Teseco e Cassa di Risparmio di Pisa. Di questa fondazione per la gestione del museo, non si è saputo più nulla forse anche a causa delle inevitabili frizioni di competenza. Fatto sta che a pochi mesi dall'apertura del museo, rimane il punto interrogativo su chi traghetterà le navi romane verso orizzonti di appetibilità turistica. E quella del museo La prima esposizione Alla mostra «Pisa ed il Mediterraneo» nel 2003, venne esposta una piroga e reperti dello scavo. L'idea del museo Nel 1999 fu lanciata l'idea di un museo dall'allora sindaco Fontanelli e dal soprintendente Angelo Bottini L'accordo Nel 2001 a Roma, viene firmato da Fontanelli un accordo per dare il via al museo della navigazione Il progetto Nel 2005 il ministro per i Beni Culturali Giuliano Urbani presenta il progetto: costo di 25 milioni di euro.