Coppe e memorabilia in una collezione privata che ora diventa pubblica: verrà esposta al Castello, poi a Porta Venezia e infine, in via definitiva, alla Cozzi Miti, leggende, imprese titaniche, trionfi di atleti soli contro il mondo e di squadre affiatatissime. Milano ha prodotto tutto questo, nello sport: Inter e Milan, ovviamente, ma anche hockey, rugby, basket, baseball, tennis, ciclismo, scherma, esplorazione solitaria. Miti tramandati con chiacchiere, libri, documentari, trasmissioni tv, targhe, ma non con un luogo in cui vedere gli oggetti con cui queste imprese sono state compiute e i trofei che hanno prodotto. Almeno finora. Perché il Museo dello sport di Milano sta arrivando. Gli oggetti ci sono già, dal 1 dicembre ci sarà anche la sede. Che saranno in realtà tre: fino al 15 gennaio 2010 il Castello Sforzesco, dal 1 febbraio un casello di Porta Venezia fino alla sede definitiva pronta si pensa a fine ottobre lala destra della piscina Cozzi, dove cerano gli spogliatoi. Costo, circa un milione, interamente ripagato da sponsor, mentre ai lavori nella piscina di viale Tunisia penserà Milanosport. Unanteprima è stata fatta nei giorni scorsi al palazzo dei Giureconsulti a SportMovies, la rassegna dei documentari e film di sport, mostrando cose come la maglia dellhockeysta Joe Busillo e la coppa dello scudetto 1982 dellOlimpia basket. Oggetti che ritroveremo nel Museo con altri 2.500-3.000, un pezzetto della raccolta personale di Onorato Arisi, fondatore e direttore del Museo di San Siro, collezionista di memorabilia sportive: «Ho circa 230mila oggetti, dalle spillette alle maglie originali dei campioni, dalle coppe ai giornali depoca, dalle mazze da hockey ai gadget più strani. Cose che mi sono comprato tra aste, annunci su Internet, bancarelle ambulanti, rigattieri, e poi ho integrato con regali dei campioni o dei loro famigliari». Tutte cose attualmente nei magazzini del Museo di San Siro in attesa di tempi migliori. Ormai imminenti. Dopo vari colloqui, ieri è arrivato il via libera al Museo da parte di Alan Rizzi, assessore allo Sport: «Lo inauguriamo il 1 dicembre, giorno in cui passiamo il testimone a Berlino come Capitale europea dello Sport. E alla Cozzi non sarà solo un museo, ma un centro di gravità di tutto lo sport non giocato: convegni, conferenze stampa, presentazioni di libri. Uno spazio unico, dato che un Museo così non ce lha nessunaltra città». La collezione in gran parte riguarderà i cosiddetti altri sport: di calcio qualcosa ci sarà, ma poco, per lovvio motivo di non danneggiare il Museo di San Siro, che peraltro viaggia a gonfie vele ed è - incredibile, visto quantè scomodo raggiungerlo - la seconda meta dei turisti (in gran parte stranieri) a Milano. E il patrimonio si arricchirà ancora nel tempo. «Sono in parola - rivela Arisi - con ex atleti e famigliari che, quando la sede diventerà definitiva, si sono impegnati a darci oggetti. Ad esempio sarà emozionante vedere due cimeli di Ambrogio Fogar: la zattera su cui andò alla deriva nellAtlantico nel 1978 e la slitta con cui arrivò al Polo Nord nel 1983 col cane Armaduk». Lo spazio non mancherà: 1.500 metri quadri alla Cozzi, 600 alle anteprime di Castello e Porta Venezia. Sarà originale lallestimento definitivo. Enormi finti bauli, spalancati per offrire alla vista il proprio contenuto, come si conviene a un tesoro. Il tesoro di Milano.