Lidea è inserire una schiera di arbusti nella piazza nobile della città e creare una promenade di magnolie tra Cordusio e via Dante Larchitetto genovese ha offerto al sindaco la sua collaborazione per realizzare la promessa di 90mila piante: "Mi piace lidea di una Milano più verde" Lettera alla Moratti: il desiderio di Abbado non si sta realizzando come lui avrebbe voluto, mi metto a disposizione Piano disegna il verde in centro Allo studio un progetto per gli alberi in Duomo e via Dante Un "muro verde" in piazza Duomo, sul lato davanti a Palazzo Carminati. E altri alberi, magnolie o simili, da piazza Cordusio a via Dante, sistemati senza fare scavi e senza quei vasi che già hanno sollevato più dubbi. Al lavoro sul nuovo progetto di verde in centro una firma dellarchitettura internazionale, Renzo Piano, che ha sposato con entusiasmo il desiderio del maestro Abbado - 90mila nuovi alberi in città - ma, notando che la realizzazione del piano andava a rilento, ha scritto al sindaco Moratti per mettere a disposizione le sue idee. Ora al lavoro tecnici del Comune e esperti della sovrintendenza, mentre si pensa già ad altri ambiti di collaborazione in vista di Expo. La prima offerta era stata lanciata un mese fa. «Aiuterò Abbado nellimpresa di piantare i 90mila alberi, mi piace lidea di una Milano più verde»: così larchistar Renzo Piano, a margine di una lectio magistralis a Bologna. Un desiderio che ora si fa via via più concreto, con un grande progetto che larchitetto genovese sta mettendo a punto con il Comune: un "muro verde", fatto di alberi piantati nel suolo, sul lato di piazza Duomo verso palazzo Carminati. Una scia verde che potrebbe poi proseguire fino al Castello, attraverso piazza Cordusio e via Dante. Qui, dove il sottosuolo difficilmente permetterà piantumazioni, causa metropolitana, si potrebbero piantare degli alberi, magari quelle magnolie tanto care al maestro Claudio Abbado, in "vasconi" rialzati. Di certo non nei vasi, come è stato fatto finora, vista la riuscita poco felice di quellesperimento, tra piante morte in poche settimane e vasi presto trasformati in discariche. Insomma una collaborazione che entra nel vivo. Renzo Piano - che anche ieri era a Milano - ha scritto qualche tempo fa una lettera al sindaco Letizia Moratti. Per dirle, in sostanza: il desiderio di Abbado di vedere tanti alberi a Milano (messo come presupposto per un suo ritorno alla Scala lanno prossimo, dopo 24 anni di assenza) non si sta realizzando come lui avrebbe sperato, quindi metto a disposizione la mia conoscenza (e il mio nome) per elaborare dei progetti che meglio possano concretizzare il sogno di una città più verde. Ci sono stati incontri e scambi di idee, anche con lassessore al Verde Maurizio Cadeo e con il sovrintendente ai beni architettonici e del paesaggio Alberto Artioli, che dovrebbe in ogni caso dare il via libera a progetti che riguardano luoghi così importanti e centrali. Su via Dante, per esempio, non cè solo il vincolo degli scavi (nei prossimi giorni dovrebbero essere completate le verifiche tecniche), ma anche quello di non rovinare la prospettiva che da Cordusio porta al Castello, né di oscurarla con alberi ad alto fusto, come platani o tigli (le magnolie, oltre a piacere ad Abbado, riprenderebbero anche laiuola alle spalle del Duomo). Ma la collaborazione di Piano con il Comune potrebbe anche andare oltre i progetti di verde calibrati sullarchitettura urbana del centro, perché tra le ipotesi a venire potrebbe esserci anche quella di una sua collaborazione sui Raggi verdi e, in futuro, anche su Expo. Ieri Piano ha partecipato, alla Fondazione Corriere della sera, a un incontro sul tema "Fare architettura", in occasione delluscita del numero speciale di "Abitare" diretto da Stefano Boeri che racconta sei mesi di lavoro dellarchitetto genovese. E se Boeri spiegava che «il progetto di Expo è una svolta, e la scelta di piantare gli alberi in molti luoghi della città fa parte di una sfida più ampia a cui mi auguro che Piano voglia collaborare», questultimo replicava: «Mi piace lidea degli alberi, e anche il progetto Expo è molto innovativo». Presto la collaborazione tra Piano e il Comune potrebbe dare i suoi frutti, con i progetti esecutivi dei nuovi viali verdi nel centro città. Secondo i piani del Comune - fondi e sponsor permettendo - nei prossimi mesi dovrebbe partire anche il progetto dei dieci "boschetti di benvenuto", con la piantumazione di 30mila alberi, mentre altre 1.600 piante dovrebbero andare a "costruire" il primo Raggio verde dal centro allarea espositiva di Expo.