"Perché si riduce parte del salario di tutti i dipendenti ma non del sovrintendente e dei dirigenti del teatro?" Dieci domande per capire «cosa si voglia fare di un bene pubblico tanto prezioso» qual è lOrchestra del Teatro Comunale: le rivolgono al sindaco e presidente Delbono, al sovrintendente Tutino e allassessore Sita 63 firmatari di una «lettera aperta ai cittadini e a Bologna» diffusa ieri. Sono avvocati e imprenditori, studenti e medici, insegnanti e musicisti, architetti e impiegati uniti dalla stima nei confronti dei musicisti del Comunale. Si chiedono perché «il sindaco della nostra città, che noi rispettiamo, non rispetta a sua volta la ricchezza rappresentata dallOrchestra», «getta discredito sui suoi componenti» e manifesta «unevidente volontà di affondamento». Si chiedono perché «vengano addebitati ai lavoratori le assunte difficoltà economico della Fondazione quando gli orchestrali nulla hanno a che fare con la gestione delle risorse e con le scelte nelle spese». Nelle 10 domande, inoltre, i firmatari chiedono perché si riduca parte del salario di tutti i dipendenti ma non del sovrintendente e dei dirigenti; e come mai la stagione dopera proponga nuove produzioni e non vengano viceversa utilizzati precedenti allestimenti. Chiedono quanto siano diminuiti i contributi pubblici e privati negli ultimi 5 anni e perché il sovrintendente attribuisca agli orchestrali stipendi più alti dei loro salari effettivi. Vogliono sapere perché il Cda (in cui siede il presidente del Bologna Festival, Federico Stame) abbia interrotto la convenzione con la Filarmonica, perché «concorrenziale». Due domande riguardano la Scuola dellOpera e lultima «come incidano le scelte di programmazione nellorganizzazione delle attività dellOrchestra».