Il Tar Veneto ha accolto le tesi del Comune rigettando il ricorso presentato dalla cooperativa «Azzurra» Passionelli soddisfatto: «Un freno contro nuovi possibili abusi» Il verdetto dei giudici potrebbe divenire esemplare per altri casi Il Tar Veneto boccia il ricorso della Cooperativa Azzurra e dà ragione alla linea del comune di Torri e della Regione sulla costruzione del residence turistico- alberghiero «Le Sorte» di Albisano. Si conclude con una buona notizia per Comune e Regione, quanto triste per la «Azzurra» la querelle urbanistico- giudiziaria che vedeva contrapposti la società che ha sede in via Licata, a Verona, e le amministrazioni locale e regionale. Con la sentenza, il Tribunale amministrativo veneto ha inferto un colpo durissimo a una pratica che, per i risvolti distorsivi della legge regionale numero 33 del 2002, stava aprendo le porte, a Torri e in altri centri del Garda e dell'entroterra, a una deriva nei fatti dall'originaria destinazione d'uso per cui venivano richiesti i permessi di edificare. Una sentenza destinata forse «a fare giurisprudenza»: se il Tar avesse bocciato il ricorso, sarebbe passata la linea secondo la quale nei complessi turistico alberghieri è possibile realizzare alloggi annessi al corpo principale, frazionandoli e vendendoli come seconde case. Il caso di Albisano era approdato anche in Procura a Verona. Il responsabile dell'ufficio tecnico del municipio, Valentino Peroni, si era infatti accorto di pubblicità relative alla vendita del costruendo residence, e le aveva segnalate ai giudici. Su internet erano indicate dalla cooperativa «Azzurra» (autorizzata a costruire un residence turistico-alberghiero) come «informazioni e prenotazioni» per «unità abitative in contesto esclusivo». Nel giugno 2008, sempre su Internet, si spiegava anche come «in questa fase possiamo procedere alla prenotazione al valore di 3.800 euro al metro quadro, anche con possibilità di finanziamento». «Alla data del 30 giugno 2008», concludevano dalla cooperativa sul sito, «abbiamo prenotato circa il 51 per cento delle unità abitative». Il valore dell'investimento, per la società, si aggirava sui 12 milioni e mezzo. Motivo del contendere con il Comune era stato il vincolo imposto dall'amministrazione in alcune delibere del Consiglio comunale. Nello specifico il vincolo imponeva che venisse «data garanzia del rispetto della destinazione d'uso del costruendo immobile ad Albisano». Questi paletto paletto imponeva che, una volta costruito, l'edificio rimanesse davvero un residence turistico alberghiero, senza possibilità di vendita delle unità immobiliari come seconde case a privati. Il sindaco, Giorgio Passionelli, all'indomani della sentenza, si dice comprensibilmente «soddisfatto». Vince la linea del Comune, «rigorista» nei confronti di possibili abusi in un territorio appetibile come quello di Torri. «Vero che il divieto d'alienabilità delle singole unità abitative non è espressamente previsto dalla legge regionale 33», hanno scritto nella sentenza i giudici del Tar, ma «esso non è in contrasto con alcuna previsione legislativa e, anzi, concorre a tutelare il rispetto dell'obbligo di apertura al pubblico e di gestione unitaria». Cosa che, si precisa, «risponde all'interesse pubblico di assicurare l'osservanza della destinazione turistico alberghiera». Di più: «Si tratta di prescrizioni legittime, destinate a evitare l'elusione della destinazione alberghiera....». E la delibera comunale «precisa la portata della legge e colma una lacuna normativa».