Sarebbero a disposizione di attività produttive. Vincenzi: «Già destinate a quello scopo, eviteremmo il centro commerciale» STADIO ALLA COLISA, capitolo 2. L'incontro di ieri fra il sindaco, Marta Vincenzi e il presidente della Sampdoria, Riccardo Garrone, ha allargato lo spettro del progetto del nuovo stadio nell'area di Campi. Le parti ora ragionano sulla possibilità di realizzare, oltre all'impianto sportivo, una serie di insediamenti produttivi in un'area limitrofa tra la Colisa e il Boschetto. All'incirca centomila metri quadrati in collina, occupati da serbatoi di greggio, spiega il sindaco Vincenzi, «è già destinata a quello scopo nella programmazione urbanistica della città e non richiede varianti. L'apertura dovrebbe risultare gradita alla città, perché risponde ad una esigenza avvertita dal mondo imprenditoriale e nello stesso tempo, escludendo la costruzione di un centro commerciale, evita di accendere tensioni nel delicato tessuto commerciale». La richiesta di aree destinate ad attività produttive nella zona della Colisa era stata espressa, all'indomani della presentazione del progetto stadio, dal presidente di Assindustria, Giovanni Calvini. La sistemazione complessiva del territorio, secondo il sindaco, sarebbe coerente col disegno complessivo del territorio fino al 2016 e anche oltre. Sulla base di questo ragionamento, Vincenzi e Garrone di sono lasciati ripromettendosi di rivedersi quando il presidente della Sampdoria avrà realizzato le valutazioni complessive sulla base del nuovo scenario. Le verifiche sull'ipotesi Colisa 1 (solo lo stadio e i servizi annessi) sono state completate al 60, ma si è tuttora nella fase del work in progress e i nuovi elementi di studio allungheranno inevitabilmente i tempi. La Federcalcio aveva indicato la data di oggi come deadline ma accetterà uno slittamento di 10-15 giorni. Il punto-chiave resta la compatibilità finanziaria tra l'investimento, estremamente gravoso (si parla di 190 milioni di euro) e l'indispendabile ritorno economico per gli investitori. La remunerazione del capitale, insomma. «Si è deciso di approfondire le possibilità di sviluppo delle attività produttive limitrofe allo stadio - recita il comunicato congiunto - il cui reddito potrebbe contribuire all'economicità dell'operazione (come peraltro previsto dal disegno di legge sugli stadi approvato recentemente dal Senato) oltre che ampliare l'area di riqualificazione sotto l'aspetto urbanistico e socio-economico». È carico di significato il riferimento alla legge, di iniziativa bipartisan, approvata in commissione cultura al Senato. Il testo prevede procedure amministrative e autorizzative semplificate e accelerate e all'articolo 2 riconduce al concetto di complesso multifunzionale «il complesso di opere comprendente lo stadio, anche unitamente ad altri impianti sportivi tra loro collegati da organicità funzionale, strutturale ed impiantistica, abbinati a una o più strutture, anche non contigue, funzionali alla fruibilità del complesso medesimo, destinate ad attività commerciali, ricettive, di svago, per il tempo libero, culturali e di servizio, nonché eventuali insediamenti residenziali o direzionali tali da valorizzare ulteriormente il complesso, anche con riferimento agli interessi pubblici di riqualificazione urbana». L'ampia formulazione consente di "agganciare" allo stadio anche altre opere in zone non necessariamente contigue come nel caso della Colisa. La Fondazione Genoa procede nella valutazione degli interventi per salvare il Luigi Ferraris. Il suo presidente, l'avvocato Andrea D'Angelo, ha preso atto della bocciatura dello stadio così com'è. E commenta: «Sarebbe strano che la Figc bocciasse il nostro progetto prima ancora di conoscerlo. Sappiamo che ci sono grossi problemi, ma non così grossi come dice la Federcalcio. Cercheremo di risolverli tutti, a cominciare dalla capienza, che dovrà restare sopra i 30 mila posti». L'obiettivo è assicurare l'agibilità del Ferraris per le partite di Coppa del Genoa e possibilmente rimetterlo a norma anche per gli Europei del 2016. Sapendo che più interventi si programmano e maggiore diventa la spesa. parodiilsecoloxix.it