L'atto notificato ieri al Comune: «Venga annullata la variante» Il gruppo di Vignale considera illegittimi gli atti dell'Amministrazione e chiede anche la sospensione dei lavori Unicoop Tirreno ha impugnato davanti al Tar della Toscana, con richiesta di sospensiva, le recenti varianti edilizie per il recupero della ex Chigiotti. Ieri la notifica al Comune di Grosseto: un altro colpo di scena in quella che appare sempre più una "guerra dei centri commerciali". Nel ricorso il gruppo cooperativo sostiene l'illegittimità degli atti che hanno variato le concessioni edilizie originarie, cioè le modifiche necessarie per adeguare il progetto e renderlo idoneo al trasferimento al Casalone di Oviesse ed Argirò. Il punto chiave sono i parcheggi. O, meglio, i varchi di accesso al parcheggio di 29999 mq, peraltro quasi finito, di cui 17mila da cedere al Comune. Nei progetti originari ce ne sono tre, insufficienti per avere l'idoneità con le ultime norme. Per questo la Barghi aveva presentato delle modifiche progettuali, accettate dagli uffici tecnici, che sanerebbero le irregolarità portando il numero di varchi a 56. Proprio su questo dovrà pronunciarsi il Tar. La questione è un po' tecnica: Unicoop sostiene che tali modifiche sono sostanziali e quindi vietate, in quanto rendono di fatto fruibile un bene che, se realizzato senza le modifiche contestate, sarebbe stato utilizzabile solo dalla prima proprietaria Vignale Immobiliare (Gruppo Unicoop), alla quale la nuova normativa non si applica. Proprio ai problemi di viabilità, del resto, in particolare la mancanza del sottopasso, sono legate le motivazioni che hanno spinto le varie Amministrazioni a chiedere ed ottenere, con assenso di Unicoop, il trasferimento della struttura commerciale da Casalone a Commendone. Ma il ricorso al Tar non si ferma qui. Vignale Immobiliare contesta anche che sia ancora valido il piano di recupero della Fornace Chigiotti e la successiva convenzione urbanistica del 2000. Su questo, tempo fa, c'è anche stata un'interrogazione del consigliere Colomba all'assessore Canuti. Nella convenzione, infatti, c'è scritto che le opere di urbanizzazione dovevano essere completate in 5 anni (prorogabili di 2), pena la revoca della concessione. Quindi, secondo Unicoop, il termine sarebbe scaduto nel luglio del 2008 quando la società Barghi era già proprietaria del terreno, ma non aveva ancora ripreso i lavori, iniziati a novembre 2008. È chiaro che la questione, al di là degli aspetti tecnici, è anche politica, perché incide sul futuro della città. Deve essere la Giunta, eventualmente, a prendersi la responsabilità di una proroga della convenzione. Che, comunque, darebbe il via libera alla costruzione di due centri commerciali: al Casalone e al Commendone. È di questi giorni, fra l'altro, il botta e risposta fra Antonio Terribile, presidente di Legacoop, e Paolo Regina, di Confcommercio. Una specie di "guerra nella guerra" fra associazioni, con alcune, in particolare quelle riunite nella Santa Alleanza, "schierate" con Barghi e il centro al Casalone e Legacoop che appoggia la propria affiliata Unicoop. Ma al di là delle battaglie legali, la posizione di Unicoop è chiara: si dia il via libera al Commendone, a un investimento di circa 130 milioni di euro, di cui 25 di opere di urbanizzazione. E al Casalone, con i lavori quasi terminati? Si lasci la destinazione urbanistica di commercio all'ingrosso, concentrando l'attenzione di tutti nella ricerca di operatori del settore (ad esempio la tedesca Metro, la più vicina è a Pisa) che porterebbero differenziazione nella rete distributiva cittadina. C'è da capire se anche la Barghi la vede così, ma ne dubitiamo. Certo è che questa battaglia rischia di far male soprattutto a Grosseto.
TOSCANA - URBANISTICA. GROSSETO. Unicoop ricorre al Tar per il Casalone
Il gruppo Unicoop ha notificato al Comune di Grosseto di annullare le varianti edilizie per il recupero della ex Chigiotti. Il gruppo sostiene che le modifiche progettuali sono illegittime e che il progetto non soddisfa le norme attuali. Unicoop ha anche impugnato le varianti edilizie davanti al Tar della Toscana con richiesta di sospensiva. La questione è tecnica, ma anche politica, poiché incide sul futuro della città. Unicoop sostiene che il progetto non sia fruibile senza le modifiche contestate e che la destinazione urbanistica di commercio all'ingrosso al Casalone sia una scelta sbagliata.
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