Lex presidente dellOrdine degli architetti interrogato per quattro ore "Era al computer di un funzionario comunale perché è un grande esperto e dava spiegazioni" Per oltre quattro ore larchitetto Riccardo Bartoloni, amministratore della Quadra Progetti, già presidente dellOrdine degli architetti e ora agli arresti per associazione a delinquere e corruzione, ha difeso la propria correttezza. Di fronte al gip Rosario Lupo, affiancato dagli avvocati Pier Matteo Lucibello e Duccio Traina, ha ricostruito i suoi rapporti e quelli dellaltro amministratore della Quadra, Alberto Vinattieri, con il loro ex socio (e tuttora socio occulto, per laccusa) Alberto Formigli, già capogruppo Pd in Palazzo Vecchio, con lex presidente della commissione urbanistica Anton Giulio Barbaro (Pd) e con i geometri dellufficio edilizia privata Bruno Ciolli e Giovanni Benedetti, accusati di aver creato una corsia preferenziale per le pratiche della Quadra. Pratiche che, secondo le accuse, sono viziate da conflitti di interessi (perché votate in consiglio comunale da Formigli) o da lacune sulle quali volutamente gli amici geometri delledilizia avrebbero chiuso tutti e due gli occhi, sorvolando su indebiti aumenti di superficie e su condoni negati; o addirittura, se necessario, modificando tavole già depositate e timbrate. Niente di tutto ciò, sostiene Bartoloni. Nessuna corsia preferenziale, nessuna irregolarità. Al termine dellinterrogatorio lavvocato Lucibello, che difende anche Formigli e Vinattieri, ha dichiarato: «Tutti hanno scelto di rispondere e hanno spiegato ogni episodio e ogni tema oggetto dellinchiesta. I chiarimenti offerti dagli indagati, senza tacere nessun punto, dimostrano che non è mai esistito nessun episodio di corruzione e che non è mai esistita una associazione a delinquere. Il giudice Lupo ha molto approfondito il tema e abbiamo potuto avere con lui un dialogo estremamente fruttuoso. Alla fine è stata ricostruita pienamente la vicenda». Gli avvocati Lucibello e Traina affermano che è stata completamente chiarita anche laccusa di truffa per mancato rispetto delle norme sulle barriere architettoniche e delle norme antincendio nelledificio progettato da Bartoloni e costruito dalla società Le Quinte di Lorenzo Giudici in via di Scandicci, nellambito del programma «Ventimila alloggi in affitto». Alcune intercettazioni fanno rabbrividire. E tutto un equivoco, spiegano i legali: in realtà furono scelte le soluzioni tecniche più opportune. Tutti gli indagati negano che la Quadra avesse una corsia preferenziale negli uffici comunali dellurbanistica. Niente di strano se Bartoloni è stato ripreso mentre era seduto al computer di Benedetti: è un grande esperto e spiegava una norma del regolamento edilizio, è stato detto. Per laccusa, però, si occupava dei suoi progetti. E nessun altro architetto è stato visto al computer di un funzionario. Il geometra Maurizio Toma, presidente del comitato del Galluzzo, lancia un appello ai professionisti che si sono rivolti a Ciolli o a Benedetti e non sono stati ricevuti: «Temo che risponderanno in tanti. Per quanto mi risulta, le pratiche Quadra non hanno mai impiegato più di 15-20 giorni per arrivare in commissione. Per contro, ho prove di casi nei quali dopo oltre un anno non ci sono state risposte dagli uffici». I comitati cittadini fanno risalire questi stretti rapporti fra Bartoloni e gli uffici urbanistici allincarico da lui ricoperto, su nomina del sindaco Primicerio, nella modifica del piano regolatore generale del 93: più che una modifica, uno smantellamento, secondo i comitati. Con quella esperienza si è annullata, a loro giudizio, «la indispensabile distanza fra funzionari controllori e progettisti privati controllati» e Bartoloni si è «ritagliato le norme urbanistiche» sulle quali in seguito la Quadra ha prosperato.
FIRENZE - Bartoloni: per la Quadra nessuna tangente
Larchitetto Riccardo Bartoloni, presidente dellOrdine degli architetti e amministratore della Quadra Progetti, è stato interrogato per quattro ore dal gip Rosario Lupo. Bartoloni ha difeso la propria correttezza e ha affermato che non esisteva una corsia preferenziale per le pratiche della Quadra. Ha anche negato di aver creato una associazione a delinquere e di aver commesso corruzione. I suoi avvocati, Pier Matteo Lucibello e Duccio Traina, hanno affermato che gli indagati hanno spiegato ogni episodio e che non è mai esistito un episodio di corruzione. Il giudice Lupo ha approfondito il tema e ha ricostruito la vicenda.
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