Tante parole, tanti progetti ma ogni giorno ci sono sale chiuse Il reportage Resca aveva annunciato una rivoluzione che doveva partire da qui: "Fantasie" Per aprire gli spazi della Galleria si toglie personale a Boboli e al Bargello Ve li immaginate Uffizi, Accademia, Cappelle Medice aperti tutti i giorni fino a mezzanotte? Senza più code, un agile biglietto on line, con la possibilità di scegliere tra un carnet di eventi teatrali, musicali, o rassegne di giovani artisti che danno vita ad un confronto tra arte antica e contemporanea. Qualche volta è accaduto, ma per il resto sono sogni sulla carta. Come resta un sogno visitare in notturna la più antica casa fiorentina, Palazzo Davanzati. O il nuovo museo appena inaugurato di Palazzo Martelli, accessibile solo due volte la settimana. Eppure da mesi per i musei statali non si parla che di innovazione, nuova organizzazione dei controlli e della vigilanza, di orari flessibili, aperture notturne, assunzioni di giovani talenti per svecchiare il personale over 50, di una nuovissima «Carta dei musei» per creare ununica rete di musei nazionali, civici e privati. E il decalogo che Mario Resca, nominato ad agosto dal ministro dei Beni culturali Sandro Bondi "direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale", va pubblicizzando in convegni ed incontri in Toscana. Una rivoluzione culturale che dovrebbe partire proprio dalla Galleria degli Uffizi, dal primo museo italiano nella classifica mondiale dei visitatori. Ma davvero le cose vanno così? «Fantasie, sono solo fantasie» commenta Enzo Feliciani, responsabile sindacale della Uil-funzione pubblica. Ieri agli Uffizi erano chiuse le sale del '700, 43-44 e 45. Colpa dellinfluenza che colpisce il personale di servizio, dicono. Solo che domenica 25 ottobre, per aprire la Galleria, sono stati tolti custodi dal Giardino di Boboli e dal Museo del Bargello. «La verità è che il personale di vigilanza è sotto organico del 30. Nel 2000, nei 20 musei statali del Polo fiorentino si contavano 716 unità, attualmente sono 639, con la previsione di pensionamento per 142 unità, ovvero 80 custodi e altri dipendenti tecnici e amministrativi. Ci chiedono aperture prolungate, orari notturni: ma con quale personale, se non riusciamo a garantire neppure quelle normali già da ora?» prosegue Feliciani. Bella domanda da fare al direttore generale Resca. «Chiediamo da anni lapertura dei concorsi e nuove assunzioni bloccate da oltre 10 anni - prosegue il sindacalista - Attualmente sono in corso gli orali per 82 posti in Toscana: 65 custodi da assegnare alla soprintendenza ai beni architettonici e storico-artistici, 7 ai beni librari e archivistici e 10 alla soprintendenza archeologica. Saranno assunti nel 2010, ma sono pochi in confronto alle carenze rilevate». E quanto allapertura ai privati, a personale esterno non se ne parla. «Ho le mani legate, il sindacati chiedono al ministero assunzioni interne, non di esterni» precisa la soprintendente Cristina Acidini, tuttavia in attesa di "nuove direttive" dal ministero romano. Già, perché per tenere aperti gli Uffizi servono ogni giorno 134 custodi, oltre a 17 persone per i turni del corpo di guardia. Secondo i sindacati mancano almeno 30 unità. Per aprire la Galleria dellAccademia, ogni giorno sono in servizio 65 custodi (ne servirebbero 5-6 in più), al Bargello sono 31 e 10 alle Cappelle Medicee. Tutti numeri da incrementare. «Siamo sotto organico, certo. Ma quello che manca, e che chiediamo da anni, è un modello di vigilanza, integrato anche con tecnologie per una gestione diversa e più efficiente» precisa Giulietta Oberosler della Cgil-Funzione pubblica. «Dal ministero dicono che non ci sono fondi per assumere o riaprire i concorsi. Non solo per i custodi, ma anche per il personale tecnico, per gli architetti e gli storici dellarte che dovrebbero garantire la tutela dei monumenti, del paesaggio e del territorio, ormai bloccati da dieci anni» proseguono i sindacalisti. Precisando che dal ministero, gli unici denari arrivati, sono per aumentare gli orari ai 70 Atm, assistenti museali: «Prima lavoravano al 74 , ora all84, ossia 5 giorni la settimana» spiega Feliciani. Per altri incrementi di personale, di progetti, o aperture, non c'è una lira. E per ora, nemmeno un piano.