Processo a Castruccio Castracani sabato alle 17 nell'auditorium di S. Romano. Dopo il processo (e l'assoluzione) di Giacomo Puccini, Lucca rinvia a giudizio uno dei suoi personaggi storici più famosi: Castruccio Castracani. L'iniziativa del Comune, con il patrocinio del ministero per i Beni culturali, della Regione e della Provincia, del tribunale di Lucca, dell'Apt e del mensile Medioevo, consiste in un dibattimento a metà tra lo spettacolo e la ricostruzione storica, ma con un comitato scientifico alle spalle di tutto rispetto, presieduto dallo storico e professore universitario Franco Cardini, con Marco Paoli direttore della Biblioteca di Stato e Maria Pacini Fazzi dell'omonima casa editrice. La corte sarà presieduta dal presidente del consiglio regionale Riccardo Nencini; i giudici saranno gli avvocati Carla Guidi e Roberto Lastrucci; l'accusa è affidata a Sergio Garofalo (sostituto procuratore della Repubblica). A difendere lo storico personaggio saranno il presidente dell'ordine degli avvocati, Mauro Cortopassi, e Andrea Consorti (avvocato di Cassazione). I testi dell'accusa saranno Sergio Nelli (Archivio di Stato di Luca) e monsignor Giuseppe Bernacchioni (consulente per gli affari ecclesiastici); i testi della difesa il professor Alessandro Bedini e Graziano Concioni; cancelliere Emilio Rovella e ufficiale giudiziario Vincenzo Esposito. Alla regia dello spettacolo Nicola Fanucchi. «Il processo storico - spiega Giovanni Matteucci, presidente della circoscrizione centro storico - sulla base di altri che sono stati realizzati sui grandi protagonisti della storia e della cultura, quali Galileo, Dante o il conte Ugolino, è un pretesto per riscoprire la storia e una personalità poliedrica e complessa come quella di Castruccio, personaggio che presenta difficoltà a essere studiato perché, ancora oggi, la sua figura è avvolta in un manto di mito». Castruccio «è un figlio di Lucca che ha contribuito - aggiunge Alessandro Bedini - a cambiare le vecchie istituzioni comunali, affermando, nel contempo, quelle rinascimentali delle Signorie».