Pasquale Rotondi era soprintendente della a Galleria Nazionale di Urbino quando scoppiò la seconda guerra mondiale. Negli anni tra il '40 e il '44 ha salvato 10mila opere d'arte, nascondendole nella Rocca di Sassocorvaro.Tra queste c'era la «Tempesta» del Giorgione, opere di Tiziano, RaffaeIlo, Piero della Francesca, Mantegna, e poi capolavori provenienti da musei veneziani e milanesi, e perfino due casse di spartiti di Rossini. Le opere rimasero nella Rocca Ubaldinesca di Sassocorvaro per 5 anni, 3 mesi e 8 giorni: Palazzo Ducale era infatti obiettivo militare, mentre la Rocca Ubaldinesca era più sicura. Rotondi dovette rapidamente adeguarla al nuovo compito, installando il controllo dell'umidità, il servizio di sicurezza e così via. Si occupò personalmente dello stato di conservazione delle opere, facendo perfino piccoli restauri. Tutto questo fu possibile anche grazie al silenzio complice della popolazione del Montefeltro, che forse non era pienamente consapevole del valore contenuto nelle casse che vedeva arrivare, ma che comunque mantenne il segreto. Nel 1997 è stato istituito il Premio Rotondi, per fare crescere l'attenzione sul patrimonio artistico e culturale italiano, e per onorare coloro che se ne occupano. Arrivato alla sua ottava edizione, il premio è stato assegnato, oltre che a Nidal Amin, ai Monaci del monastero italo-bizantino di Santa Maria di Grottaferrata; al soprintendente dei musei fiorentini Antonio Paolucci; a Gian Carlo Cacciaguerra Perticari per il restauro della Chiesa di Sant'Egidio; a Giuliana Panichi Pignatelli, presidente di "Marche segrete" e al genio degli effetti speciali Carlo Rambaldi.