Sulla carta è un'azienda autonoma. Tant'è che ha un suo bilancio 2004 già pronto: 12 milioni di euro per gestire le spese del Polo museale fiorentino, comprensivo di ben 22 istituti, tra cui Uffizi, Accademia, Cappelle Medicee e altri musei e cenacoli. Un'azienda che dal 18 marzo ha già accumulato in banca 4,5 milioni di euro, ma che paradossalmente non può toccare. «Ho una montagna di soldi, ma ancora non posso spenderli. Le procedure dell'autonomia, con le riunioni del consiglio di amministrazione e del collegio dei revisori, hanno ritardato i tempi. Abbiamo approvato il bilancio preventivo, ora per far partire la macchina dell'autonomia manca solo l'ok da Roma» spiega il soprintendente Antonio Paolucd. E rassicura: «Pagherò tutti debiti, è questione di pochi giorni». Già, perché i debiti ci sono, eccome. Devono ancora essere pagate le fatture delle spese di gestione del 2003 (spetta però al ministero farvi fronte) e tutte quelle del 2004, da saldare invece con i fondi ancora bloccati in banca. E non mancano le pressioni delle ditte fornitrici di servizi, che hanno già fatto piovere sui tavoli dell'amministrazione di via della Ninna, svariate ingiunzioni di pagamento per forniture di saponi, carta igienica, interventi di derattizzazione, e tutto quanto riguarda il funzionamento ordinario dei musei statali. Dalla manutenzione ai restauri. Un'emergenza che in questi giorni tocca anche la carenza del personale dì custodia. Sono iniziate le ferie, e gli esami per molti custodi. E mancano gli addetti alla vigilanza nelle sale degli Uffizi, che vengono chiuse o aperte secondo il numero dei prelievi di personale da altri musei. Così l'altro ieri, i capolavori di Tiziano e Raffaello sono tornati sotto gli occhi dei visitatori grazie a 2 custodi «prestati» dal Bargello, 2 da Villa La Petraia e 8 dalla Galleria del Costume, costretta alla chiusura completa nonostante l'imminente inaugurazione della mostra dedicata ai disegni di Emilio Pucci. «La situazione dei custodi si sbloccherà presto, aspettiamo anche in questo caso l'ok da Roma, per allungare l'orario agli assistenti museali» aggiunge Paolucci. Una soluzione tampone, che prevede per 40 custodi precari l'allungamento dell'orario da 16 a 36 per tappare i buchi nelle presenze. «Se il ministero non approva questo provvedimento, salta tutto il sistema dei turni e degli orari" commenta Enzo Feliciani della Uil.