Lucca. Costerà meno la concessione temporanea dentro le Mura La buona notizia è che le concessioni temporanee nel 2010 potranno costare qualcosa in meno. Quella meno buona è che fuori delle Mura si potranno pagare le concessioni di più rispetto a ora. Si annuncia entro fine anno la svolta in materia di concessioni per il suolo pubblico da parte di negozi e pubblici esercizi. È prevista una possibile riduzione del costo delle concessioni temporanee e, in parallelo, un revisione delle fasce tariffarie per gli esercizi fuori dalle mura. LUCCA. La buona notizia è che le concessioni temporanee nel 2010 potranno costare qualcosa in meno. Quella meno buona, per gli esercenti fuori dalle mura, è che potranno salire di fascia e pagare le concessioni quindi di più rispetto a ora. Si annuncia entro fine anno la svolta in materia di concessioni per l'utilizzo del suolo pubblico da parte di negozi e pubblici esercizi. L'indirizzo che il Comune seguirà per rivedere tipologie, durata e tariffe delle concessioni sarà duplice: una possibile riduzione del costo delle concessioni temporanee (fino a undici mesi), soprattutto per gli esercenti del centro e, in parallelo, un revisione delle fasce tariffarie per gli esercizi fuori dalle mura. In questo caso per gli esercizi collocati in punti particolarmente favorevoli per attrattiva, raggiungibilità o parcheggi, le tariffe potrebbero lievitare rispetto a quelle attuali. Non sarà uno scherzo, assicura l'assessore Luca Leone (finanze e tributi), mettere insieme le esigenze di commercianti e titolari di pubblici esercizi che chiedono spazi per svolgere anche all'esterno la propria attività, quelle del Comune di non diminuire l'entità delle entrate da concessioni e la normativa che le riguarda contenuta nella nuova legge regionale sul commercio. Il problema si è generato da quando la legge regionale ha stabilito che se, ad esempio un bar, amplia all'esterno e in modo permanente la sua area di somministrazione, questa diventa una parte aggiuntiva dell'esercizio (come se aumentasse la superficie interna) che quindi deve adeguare i suoi servizi (cucina, bagni e quant'altro) a locali più grandi. Da qui la necessità subentrata, per gli esercizi, di avviare la pratica per una concessione permanente (oltre undici mesi, il tipo più richiesto, specialmente nel centro storico, anche perché finora aveva un costo in percentuale minore rispetto alla concessione temporanea) attraverso il Suap, con l'obbligo poi di adeguare il locale alle prescrizioni che potranno derivare. C'è stata una sommossa di commercianti e titolari di pubblici esercizi contro questa novità. Il Comune ha preso tempo per trovare una soluzione, che ora, come annuncia Leone, dovrebbe essere vicina. «Abbiamo fatto incontri - spiega l'amministratore - per acquisire una serie di dati. Il problema è complesso dal punto di vista sia giuridico che amministrativo, legato com'è alla possibilità di rilasciare in modo permanente, con una pratica di sportello unico e nel rispetto della legge regionale, una concessione sul luogo pubblico. È il concetto della concessione edilizia». Ci sarà prima una conferenza dei servizi interna alla giunta in materia di concessioni, poi si aprirà il confronto con le categorie. «La nostra idea - dice Leone - è di rivedere le tariffe delle concessioni temporanee (che invece non comportano ulteriori adempimenti normativi, ndr) ricalibrandole un po', consapevoli che si tratta di un intervento parziale su una situazione delicata. Non vogliamo aumentare tasse e tariffe a chi lavora, anche se il canone di concessione è invariato da anni». La revisione avrà uno scopo in sostanza: indirizzare, almeno per ora, tutti gli esercizi verso la concessione temporanea, rivedendone la tariffa (finora svantaggiosa rispetto alla permanente). In ballo entreranno anche gli esercizi fuori dal perimetro del centro. «In una stessa fascia - considera Leone - ci sono esercizi che hanno caratteristiche diverse. Non si possono considerare sullo stesso piano un bar sulla Sarzanese o su via Romana e uno che si trova in una traversa delle stesse, che è più avvantaggiato». Sarà questo l'esercizio che vedrà lievitare la concessione. «La revisione non può sacrificare le entrate comunali - dice Leone -. Andremo verso una tariffazione più equa e modificheremo il regolamento della Cosap. Dovremo fare tutto da qui a fine dicembre, prima del bilancio di previsione».