Dal libro di Corrado Stajano che compie un viaggio nel presente e nel passato di Milano volgendo lo sguardo ai mali che, partiti da quella che era la capitale morale, si sono diffusi nel costume e nel tessuto sociale italiano, ho scelto le pagine 225-226. Milano era una volta una città dura, ma anche affettuosa, ironica, partecipe. Limperatrice Maria Teresa aveva lasciato il segno di una buona amministrazione che fu recepita nei secoli; il socialismo umanitario primo novecentesco, nutrito da una borghesia avanzata, aveva dato vita a modelli comunitari davanguardia, si era preoccupato del futuro dei giovani aprendo scuole darti e mestieri, aveva capito limportanza di costruire case popolari nel centro della città, aveva caldeggiato la nascita di villaggi operai e fondato associazioni di mutuo soccorso. Memorie stridenti in un tempo di degrado civile e di restaurazione politica. Milano, ora, è una città incattivita, priva di umani abbandoni, che ha cancellato anche il suo linguaggio e ha nascosto chissà dove il suo antico spirito solidale. Ha vinto di nuovo il mattone, un lingottino doro. Sembra che le gru dei cantieri, innumerevoli, si attorciglino tra loro e che i cubi dei palazzi, ancor bianchi di calce, calati da un cielo del caso, sincastrino a fatica luno nellaltro in una terra desolata, senza verde, senza respiro. I progetti urbanistici sono stati battezzati con nomi suggestivi, La Collina dei ciliegi, Santa Giulia, La Torre delle Arti, City Life, La Torre incurvata, il Cobra, La Torre della Torsione, Il Palazzo delle scintille. Grattacieli storti e diritti, «boschi verticali» per mascherare la speculazione selvaggia, quartieri caserma, showroom, spazi per mostre, sfilate di moda, convegni. Larchitettura della necessità è solo un miraggio. Le grandi speranze di affari, una montagna di denaro, dello Stato, degli enti locali e degli sponsor, sono affidate allExpo 2015 conquistato dalla città di Milano, abile diplomatica soprattutto nei paesi del Terzo mondo, con una costosa campagna acquisti, strizzate docchio, doni color delloro, lusinghe, promesse, voti di scambio.