Dopo anni di lavoro e mesi di polemiche, il Piano di governo del territorio, destinato a mandare in pensione il vecchio Piano regolatore, è pronto: questa mattina le nuove regole che ridisegneranno la Milano dei prossimi ventanni, verranno approvate dalla giunta. Poi lapprodo in consiglio comunale allinizio di dicembre per quella che si annuncia una maratona in aula. Con un obiettivo ribadito dal sindaco e dalla maggioranza anche ieri: riuscire a votare entro lanno lo strumento con cui Palazzo Marino punta a costruire case per 300mila nuovi abitanti, che porteranno la popolazione a quota 1,6 milioni. Ma anche le infrastrutture, il verde e i servizi necessari: 4,5 milioni di metri quadrati (450 ettari) di nuove aree, è la stima. Per avere un ordine di grandezza corrispondono a 900 campi di calcio. Un progetto da realizzare grazie a un mezzo diverso rispetto al passato, una sorta di Borsa delle volumetrie per cui si potranno acquistare e scambiare non titoli ma metri quadrati da edificare. Si parte da un indice che, per tutta la città, il Comune ha fissato in 0,50 ma che potrà salire. E che, in alcune zone dotate di metropolitane o stazioni ferroviarie parte da un minimo di 1. Eccolo, il Pgt. Che adesso inizia un nuovo percorso a ostacoli per essere adottato entro aprile del 2010, il termine fissato dalla Regione. Finora si conosceva soltanto una parte del documento: quello che stabilisce il destino di 31 grandi aree strategiche come gli ex scali ferroviari o le caserme. Da oggi anche il "documento dei servizi" e "quello delle regole" sono nero su bianco. Centinaia di pagine, cartine e tabelle per stabilire il futuro urbanistico della città. La novità sarà la "perequazione", come si chiama in termini tecnici. Finora lindice volumetrico generale della città era 0,65: diventerà 0,50 ma si potranno sommare metri cubi acquistati spostandoli da altre aree che interessano al Comune per realizzare parchi o infrastrutture. Nelle zone densamente collegate, invece, si parte da un minimo di 1 per salire. La Borsa servirà anche per far crescere i metri quadrati di verde e servizi pubblici: in proporzione dagli attuali 21 metri quadrati per abitante a 39,7. Dei 450 ettari totali, 250 saranno spazi a uso pubblico, compreso il verde; altri 200 ai trasporti definiti «la spina dorsale della vita della metropoli».