Monza dà il via libera al contestato maxi progetto sullarea della Cascinazza. Lo ha fatto il consiglio comunale di centrodestra, che così sblocca dopo quarantanni di polemiche la costruzione di 420mila cubi su unarea vicina al Lambro giudicata a rischio esondazione, che era di proprietà di Paolo Berlusconi, il quale lha recentemente ceduta a Brioschi sviluppo Immobiliare e Axioma Real Estate. Regista del piano lassessore allUrbanistica, e sottosegretario del governo Berlusconi, Paolo Romani. Cancellata lidea della precedente amministrazione di centrosinistra che aveva scelto di preservare larea trasformandola in un parco e che adesso grida allo "scempio". La Istedin di Paolo Berlusconi, comunque, non resterà fuori dallaffare. Nellottobre del 2007 cedette i 723mila metri quadrati per 40 milioni di euro con la promessa di unintegrazione di 60 milioni nel caso fossero stati "valorizzati", cosa che è puntualmente avvenuta. La variante Romani, come la chiamano nel salotto buono della politica monzese, tra il Comune e il centralissimo Arengario, è quasi una "visione". Prevede insediamenti residenziali, privati e di edilizia convenzionata, direzionali e commerciali. E per non farsi mancare nulla sono previste anche una pista da sci al coperto, sul modello di quella a Dubai, e una monorotaia che corre sul canale Villoresi. Nelle intenzioni una specie di nuovo villaggio di alto livello. Circondata dal fiume Lambro e dal Lambretto, però bastano due gocce di pioggia per far finire la Cascinazza a mollo. Lo dice il Pai, il piano di assetto idrogeologico della Regione Lombardia. Un inconveniente aggirato nel 2004, durante il Berlusconi ter, quando il consiglio dei ministri approvò la progettazione di un canale scolmatore: 168 milioni di euro per tagliare in due la città, a partire dal Parco. Mai realizzato ma sufficiente a dichiarare larea sicura. Milano 4 comincia da qui.