Atto daccusa dellassociazione di categoria verso le amministrazioni: "La paura delle proteste paralizza il lavoro nel settore" QUASI mille posti di lavoro persi nelledilizia in un anno, secondo le stime di settembre; e il futuro, secondo il presidente genovese di Assedil, Maurizio Senzioni, è grigio se non nero. Troppi soldi che mancano, oltre 127 milioni di euro, per le grandi opere; e troppe esitazioni del Comune nel dare il via libera ad opere che possono creare contese e proteste, come i parcheggi fai da te. È scontro con il Comune per la variante urbanistica, considerata un blocco ad ogni costruzione futura, e con la Regione per il piano casa. Molti parcheggi fai-da-te bloccati dal 2000, per altri, decisi nel 2006, non esiste il bando IN PASSATO - come ha insegnato la battaglia di Cornigliano contro laltoforno - la lotta era tra industria, quindi lavoro, e tutela ambientale; adesso a Genova lo scontro sembra essere tra costruire e salvaguardare. «Abbiamo già perso un migliaio di posti di lavoro nellultimo anno; e la prossima approvazione della variante urbanistica significa impedire ogni costruzione. Senza parlare del piano casa della Regione, che di fatto blocca ogni opera nel 90 dei comuni liguri», lamenta Maurizio Senzioni, presidente provinciale di Assedil. E se Marta Vincenzi aveva risposto duramente in Sala Rossa a Davide Viziano che, a nome della consulta delledilizia, tacciava la linea verde del nuovo Prg come «una riga col pennarello», Senzioni mette nero su bianco lelenco delle opere bloccate. Un po perché mancano i fondi statali, certo: è il caso delle opere infrastrutturali e di assetto idrogeologico approvate dal Cipe il 26 giugno, dal completamento della nuova copertura del Bisagno alle opere per nuovi attacchi e dighe utili ad estendere il servizio di Navebus nel ponente o ancora lasse attrezzato di trasporto in Valbisagno, oltre alla messa in sicurezza del Chiaravagna: in tutto 127,2 milioni di euro latitanti. Ma anche perché il Comune, che nonostante gli sforzi di sveltire procedure e regole ha ancora tempi lunghi di rilascio dei permessi, resta silente su tutta una serie di progetti, in primo luogo i parcheggi fai-da-te, una parte dei quali fermi persino dal 2000; infatti rispetto ai bandi fino al 2004 sono stati realizzati 19 dei 24 interventi previsti, mentre altri cinque sono in attesa di essere istruiti per avere ogni permesso (area ex Dufour in via Cervetto a Corngiliano, piazza Aprosio a Sestri, via Montezovetto, via Balestrazzi a Oregina e via Montaldo-via Burlando). Infine le nuove localizzazioni: decise nel 2006, non sono state seguite da un bando ad hoc. Argomento spinoso, questultimo: ogni progetto porta con sé unopposizione di cittadini, gruppi e anche partiti; sia dentro la maggioranza che allopposizione. «Capisco bene che spesso, per non creare tensioni, si decide di non fare nulla - argomenta Senzioni - Ma io dico che a settembre, su 12 mila iscritti alla Cassa Edile, ne erano spariti tra 900 e mille, l8 in meno rispetto ad un anno prima. E il futuro prossimo è decisamente più nero; tanto più che la variante di salvaguardia bloccherà quasi tutte le opere». Unica certezza la strada a mare del Ponente: ci stanno lavorando imprese genovesi, ma la media delle imprese locali ha tra i 5 e gli 8 operai, impegnati quindi più su ristrutturazioni e piccole costruzioni: quelle che rischiano di più, quindi. E se gli interventi dei privati devono vedersela con la doppia incognita politica e della sensibilità territoriale, per quelli pubblici cè scarsità di finanziamenti certi. «So bene che per le opere deliberate dal Cipe cè poco da fare: o arrivano i soldi dal governo, o non si fa nulla - riprende il presidente Assedil - ma anche per quanto riguarda la messa in sicurezza delle scuole e del patrimonio comunale, mancano ancora 14 milioni di euro. Che, francamente, non so se il Comune riuscirà a trovare». Non tutto, ma almeno qualcosa cercate di sbloccare, è lallarme dei costruttori: altrimenti la crisi si mangerà altri posti.