Il sottosegretario al Beni Culturali Francesco Giro, già alfiere della Trastevere libera da movida ai tempi dellopposizione, al ministero dei Beni culturali si sta ritagliando il profilo delluomo che fermerà gli "stadi monstre" dei club romani. Intervistato da Radiouno, ha detto due cose di peso. Giro: "Ma lo stadio della Roma adesso è proprio in alto mare" Uno, la futura legge sugli stadi, pensata per dare nuovi impianti di calcio in vista della candidatura italiana agli Europei del 2016, rappresenta un pericolo per il nostro «paesaggio eccezionale» e il delicato «patrimonio artistico». Due, il nuovo stadio della Roma «non è in alto mare, non è proprio in mare». Non ha parlato del futuro "Delle Aquile" della Lazio, il sottosegretario Giro. Ma solo perché non glie lo hanno chiesto. Le sue idee sui progetti urbanistico-sportivi tra lAurelia e la Tiberina, però, sono chiare: «La legge sugli stadi, approvata al Senato e in valutazione alla Camera, permetterà ai comuni di andare in deroga al piano regolatore: si potranno realizzare impianti sportivi, appartamenti e palazzine in terreni oggi inedificabili. Bisogna essere persone serie, dobbiamo proteggere il nostro territorio». Tutti bussano alle porte della politica, in verità. Cè una legge trasversale che velocizzerà i tempi dei cantieri per il 2016, che farà economia. Ricorda Giro: «Il progetto faraonico della famiglia Sensi, presentato dal sindaco Alemanno senza che avesse in mano una carta, insiste su un terreno con vincolo archeologico. E quelle carte, un mese dopo, non ci sono ancora».