La variante di salvaguardia passerà senza il voto di Verdi e Sinistra, ma con l'appoggio del Pdl. Resta l'incognita dell'Idv NE USCIRÀ fuori emendata (per non dire «annacquata», come sostiene il Pdl) e con almeno un pezzo di contrarietà irreversibile all'interno della stessa maggioranza. Comunque sia, alla fine, la cosiddetta "variantona", illegittimamente definita anche variante di salvaguardia, nella seduta del 12 novembre prossimo passerà l'esame del Consiglio comunale. Non senza modifiche o "ferite", però. Irriducibile tra Verdi e Partito Democratico lo strappo sul progetto delle sei palazzine e della strada di via Shelley, a partire da oggi il Pd avrà il suo bel daffare anche a rispondere alle perplessità sorte nelle fila dei difficili alleati di Italia dei Valori. Su altri progetti immobiliari si è scelta la strada della concertazione sul territorio (per esempio ex Boero, Boccadasse, Verrina), mentre nessuno parla più del restyling del Lido e delle sue residenze fronte-mare: la partita si potrebbe risolvere entro Natale, ma vede su posizioni ancora troppo distanti Idv e Pd. Cemento, progetti annullati, strada o torri da costruire e linea verde "strozza-edilizia", di questo materiale è piena zeppa l'arena politica delle ultime settimane. Al centro di tutto, oggi, c'è la proposta di variante al piano urbanistico comunale (interamente in fase di rivisitazione, ma ancora lontano dall'entrata in vigore nella sua versione nuova) inerente "l'adeguamento alle disposizioni della legge regionale 162008". Al di là del necessario adempimento alla normativa della Regione, questo atto rappresenta la prima vera scelta urbanistica dell'amministrazione Vincenzi, che con questa delibera intende bloccare molti progetti da tempo contestati, soprattutto a Levante. Furente la reazione del comparto dell'edilizia, che ha accusato la giunta comunale di voler far morire la città e il suo sviluppo. Molti partiti, vista l'importanza (anche economica) del soggetto insorto, si sono a loro volta sollevati. Operazioni bollate come speculazioni edilizie hanno animato per anni le strade attorno a via Majorana, all'Uliveto Murato di Quarto, a via Piombelli, via Somaglia e altri punti della città. Ora verranno archiviati. A meno che le difficoltà su via Shelley non tengano tutto in sospeso. Cristina Morelli, numero uno del Sole che Ride, parla dell'Uliveto Murato e di via Shelley come dei due punti che costituirono la pregiudiziale del ritorno in maggioranza dei Verdi. «Sono i due interventi che con i comitati abbiamo maggiormente seguito - dice la Morelli - vinto il fronte dell'Uliveto, rimane quello del Rio Penego, sul quale siamo irremovibili». Il Pd vuole proseguire sulla strada dell'intervento edilizio che consentirà, con gli oneri, di realizzare un tratto di viabilità atteso da molti anni. I Verdi vogliono la strada ma non le case, direbbero di sì solo se a stendere l'asfalto - circostanza improbabile - fosse il Comune. «Vorremmo vedere meno cementificazioni, in questa città - dice la Morelli - ma siamo coscienti che contiamo per il due per cento, non ci facciamo illusioni». Marcello Danovaro, capogruppo in comune del Pd, definisce la "variantona"«un quadro essenziale all'interno del quale anche i Verdi potranno riconoscersi». Per ora, nonostante le molte salvaguardie previste dal provvedimento, voteranno contro. Italia dei Valori, da qualche mese a questa parte "variabile impazzita" della maggioranza, continua a chiedere approfondimenti. «Chiederemo di separare la delibera della variante da quella della modifica della zonizzazione di Sant'Ilario - informa Marylin Fusco, capogruppo Idv - poi pretenderemo chiarimenti su via Shelley. Perché, soprattutto, si sia arrivati fin qui con una partita che si poteva risolvere anni fa senza troppi oneri per collettività e ambiente». È importante che i dubbi di Idv siano risolti, perché in aula non si potrà fare troppo affidamento sulla sponda trasversale del Pdl. «La nostra posizione continua a essere negativa, anche se la delibera è arrivata in fondo notevolmente ridimensionata - dice Raffaella Della Bianca, capogruppo - certo è che se passerà, questo documento metterà in ginocchio, anzi in mutande, centinaia di piccole imprese edili».
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Il Consiglio comunale passerà la "variantona" del piano urbanistico comunale, una variante di salvaguardia che blocherà molti progetti da tempo contestati, soprattutto a Levante. La delibera, che passerà senza il voto dei Verdi e Sinistra, ma con l'appoggio del Pdl, include molte salvaguardie per le piccole imprese edili. Tuttavia, la reazione del comparto dell'edilizia è furente, e molti partiti si sono sollevati. Il Pd vuole proseguire con l'intervento edilizio per realizzare un tratto di viabilità, mentre i Verdi vogliono la strada ma non le case.
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