Il Pdl sinfuria col sindaco che lascia laula e decidono anche loro di andarsene Inchiesta Quadra, Palazzo Vecchio sceglie la linea dura. Non aspetterà di costituirsi parte civile al processo: «Il Comune in questa vicenda è parte offesa e da subito ci costituiremo parte offesa: abbiamo già incaricato lo studio Bagattini-Pinucci», annuncia il sindaco Matteo Renzi davanti al consiglio comunale. E aggiunge subito dopo, rilanciando lipotesi di abusi con i cartellini emersa tra le pieghe dellinchiesta: «Se ci sono dipendenti che violano le norme dei cartellini, il Comune deve verificare fino in fondo, fino alla possibilità di licenziamento per chi truffa. Non finirà a tarallucci e vino: chi ha sbagliato, se ha sbagliato, pagherà». La linea dura però il sindaco la inaugura anche con il Pdl. E in consiglio scoppia la baruffa: la Lega Nord alza striscioni subito requisiti dai vigili. Mentre gli eletti Pdl, infuriati col sindaco che esce dallaula subito lintervento (aveva un altro impegno nel salone dei Cinquecento), si rifiutano di intervenire e alla fine abbandonano anche il Consiglio. Nei giorni scorsi il coordinatore Pdl Alessio Bonciani aveva chiesto le dimissioni del vicesindaco Dario Nardella, dellassessore Rosa Maria Di Giorgi e della presidente della commissione urbanistica Titta Meucci in quanto «rappresentano la continuità politica con la precedente amministrazione». Una richiesta lacerante per lo stesso Pdl, visto che alcuni consiglieri hanno telefonato ai tre Pd dissociandosi da Bonciani. Ma che ha fatto arrabbiare anche Renzi. «I fatti contestati alla Quadra sono gravissimi. E una volta tanto la politica ha anticipato la magistratura - dice il sindaco - perché rivendico di averlo detto durante la campagna per le primarie. Senza contare che abbiamo cambiato tutti i dirigenti dellurbanistica». E al consigliere Pdl Emanuele Roselli che «spara nel mucchio» facendo nomi di «persone non avvisate, non indagate e non inserite nellinchiesta, dico che noi apparteniamo ad un partito, non a unassociazione a delinquere. Crediamo nella giustizia ma rifiutiamo il giustizialismo. Questo vale a Roma come a Firenze», attacca il sindaco. Difendendo però il suo assessore Giuliano Da Empoli e il vicepresidente del Consiglio Salvatore Scino. Il Pdl rivela «sconcertante debolezza politica», attacca anche il capogruppo Pd Francesco Bonifazi. «Renzi vuole difendere i suoi ma non può farlo attaccando gli altri, il centrodestra, che chiede più trasparenza», replica fuori dallaula il capogruppo Pdl Giovanni Galli. «Ci sono assessori e consiglieri che hanno firmato dei documenti sotto inchiesta e vogliamo sapere cosa dice il Pd», incalza Galli che in più momenti sembra seguire una linea propria. Al punto da rafforzare le voci di una minacciata rottura tra il gruppo di Galli e quello del Pdl. Anche se a fine giornata chiedono compatti anche le dimissioni del presidente del consiglio comunale Eugenio Giani. Da sinistra, Valdo Spini chiede di cambiare subito le norme edilizie senza aspettare il Piano strutturale: «Quelle norme che dalla casina rosa del Ponte di Mezzo in poi hanno consentito di costruire come si è costruito». E anche Ornella De Zordo incalza: «Renzi volti pagina». Mario Razzanelli di «Firenze Cè» rinnova la richiesta di una commissione dinchiesta.
FIRENZE - Inchiesta Quadra. Renzi: "Licenzieremo i dipendenti che truffano"- "Il Comune, dice, si considera parte offesa"
Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha dichiarato che il Comune è parte offesa nella vicenda dell'inchiesta Quadra e ha incaricato lo studio Bagattini-Pinucci per difenderlo. Renzi ha anche affermato che se ci sono dipendenti che violano le norme dei cartellini, il Comune deve verificare fino in fondo e potrebbe licenziare chi truffa. Il Pdl ha reagito con una linea dura, richiedendo le dimissioni di alcuni consiglieri e assessori, tra cui il vicesindaco Dario Nardella e l'assessore Rosa Maria Di Giorgi. Il coordinatore Pdl Alessio Bonciani aveva chiesto le dimissioni di questi consiglieri, ma alcuni hanno dissociato dalla richiesta.
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