esclusi i fabbricati artigianali e commerciali. Introdotte le fasce, cubature ridotte. I parchi decideranno per il loro territorio E' scattato il piano casa. La Regione ha varato le norme operative che consentono alle famiglie gli ampliamenti di edifici mono e plurifamiliari e perfino la demolizione di vecchie e fatiscenti abitazioni per ricostruirle di sana pianta. La Liguria si è fatta un po' attendere prima di dare la sua interpretazione all'azione sviluppata dal governo la scorsa primavera. Da adesso, ci sono ventiquattro mesi di tempo per presentare le pratiche e beneficiare di regole che vanno oltre le previsioni degli strumenti urbanistici, come si può leggere in dettaglio nel servizio qui a fianco. Non è necessario infatti il permesso di costruzione. Il tecnico scelto dal cittadino dovrà presentare in Comune la sua proposta progettuale attraverso una dia, denuncia di inizio attività, un atto amministrativo che, nel mondo dell'edilizia, rappresenta uno degli strumenti urbanistici più snelli. Gli uffici tecnici dell'amministrazione hanno tempo venti giorni per verificarla. Entro questo termine, se non ci sono interruzioni dovute all'integrazione della pratica, si può dare inizio ai lavori. Resta inteso che il progetto dovrà avere rispetto delle distanze tra i fabbricati e i confini delle proprietà. Bisogna aggiungere che la Regione Liguria ha previsto una legge molto restrittiva tra limitazioni degli interventi ai fabbricati residenziali e esclusioni degli edifici industriali, artigianali e commerciali. E ancora: non si potranno ampliare le abitazioni nelle aree demaniali, nelle vicinanze della costa, nelle zone sottoposte a vincolo ambientale quali i parchi. L'effetto del piano casa sarà attutito nella provincia spezzina anche dalle recenti normative sismiche. In altri termini, in caso di sopraelevazione o ampliamenti di fabbricati c'è bisogno di una verifica tecnica. Non può usufruire della legge chi ha avviato una pratica di condono cosiddetta di tipologia 1, cioè abusi in difformità del piano regolatore (non riguarda la sanatoria di sottotetti). La Regione, tuttavia, ha lasciato un po' margine di manovra ai parchi e alle amministrazioni comunali. Queste ultime possono prevedere deroghe ai divieti per gli ampliamenti nei centri storici. Hanno tempo quarantacinque giorni per metterle a punto. Guardando all'aspetto pratico, in città potranno beneficiare del piano casa aree come Migliarina, Canaletto, Rebocco, Chiappa, in parte i Colli. Sono allo studio eccezioni nelle zone di centro storico, laddove sono possibili trasformazioni. L'interesse per il piano casa è elevato. Sono tante le famiglie che hanno necessità di trovare spazio. «In città, il Comune osserva comunque l'assessore all'urbanistica Maurizio Savoncelli ha già un suo piano urbanistico che consente di intervenire su ogni fabbricato con varie tipologie di ristrutturazione. Prevedono l'ampliamento di 16 mq, il recupero di sottotetti a uso abitativo e l'ampliamento fino a 75 mq di piccoli alloggi. Di più. I nostri distretti di trasformazione, previsti in zone da riqualificare, danno la possibilità di edificare recuperando percentuali di superficie». «La Regione siamo ora al parere di Norberto Maggiani, presidente dell'Upi, Unione piccoli proprietari immobiliari non ha dato corso a disposizioni come era nato nelle intenzioni della legge sul piano casa. E' grave il danno che si fa ai piccoli proprietari di case e ai proprietari in genere che si vedono rifiutare un ampliamento adeguato. Non siamo di fronte a pericoli di cementificazione. I problemi per la salvaguardia dei patrimoni ambientali sono ben altri». Polemico anche Renato Oldonini presidente provinciale e regionale di Confedilizia: «Durante le audizioni avevano chiesto attenzione particolare per la residenzialità, l'incremento di volume per le necessità familiari. Invece, la Regione ha scelto una strada diversa. Mentre la legge sul piano casa contemplava aumenti di volume per tutti, le norme liguri hanno previsto limitazione su vari scaglioni. Una complicazione che, temo, favorirà il contenzioso».
Piano casa, in arrivo deroghe per i centri storici della città
La Regione Liguria ha varato norme operative che consentono alle famiglie di ampliare edifici mono e plurifamiliari, demolire vecchie abitazioni e ricostruirle di sana pianta. Non è necessario il permesso di costruzione. I cittadini devono presentare una proposta progettuale e un atto amministrativo, che verrà verificato dagli uffici tecnici dell'amministrazione entro venti giorni. Se non ci sono interruzioni, si può dare inizio ai lavori. La Regione ha previsto limitazioni agli interventi ai fabbricati residenziali e esclusioni degli edifici industriali, artigianali e commerciali.
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