Cosa vuole di più dalla vita il World Monuments Fund? Un Ponte Lucano in salvo dal rischio-distruzione. E, dopo l'inserimento del simbolo di Tivoli nella lista mondiale dei 100 siti archeologici da salvare, stilata a New York dal Wmf, che è una delle più importanti organizzazioni no-profit del settore monumentale (ha censito beni storici in oltre 47 paesi), ora la Provincia di Roma risponde all'appello. Lo fa con una proposta di mozione, presentata dal vicepresidente del Consiglio provinciale, Sabatino Leonetti, che chiede interventi urgenti per «il complesso archeologico costituito dal Ponte romano e dal Mausoleo dei Plautii, ormai condannato a restare nel degrado, esposto al continuo rischio di distruzione in caso di una forte piena del fiume». Proprio per arginare i pericoli dellAniene il ponte è stato per «orribilmente deturpato da un muro di cemento costruito dall'Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo (Ardis) per esigenze di difesa idraulica, che lo ha fatto sparire dal paesaggio ignorando ogni soluzione alternativa», denuncia il vicepresidente Leonetti. Per il quale «l'unica speranza di salvezza è inserire il restauro di Ponte Lucano e il mausoleo in un quadro pi ampio, che preveda il recupero delle qualità delle acque del fiume, la sua rinaturalizzazione, nonché l'allargamento dell' alveo e la ricostituzione delle sue aree golenali e il suo inserimento nel proposto parco delle antiche cave romane del Barco». Per questo chiede un intervento diretto del presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, che l'estate scorsa ha già annunciato nuovi cantieri per un altro problema che assilla l'area di Ponte Lucano: il congestionamento del traffico nel nodo di Villa Adriana. L'avvio dei lavori, finanziati con 23 milioni di euro, dovrebbe essere prossimo, ma al «Comitato per il Recupero di Ponte Lucano» (formato da Wwf, Italia nostra, il Parco del Barco e la Società Tiburtina di Storia e d'Arte) preme in primo luogo il destino del complesso archeologico-monumentale risalente all' età tardo-repubblicana del I secolo avanti Cristo. «La candidatura accolta dal Wmf - spiega Carlo Boidrighini, presidente della sezione Aniene di Italia Nostra - è stata avanzata dal Comitato e appoggiata da Italia Nostra regionale con la motivazione che sviluppi recenti della zona hanno drammaticamente alterato lo stato del complesso, minacciato dalle piene e dal versamento di rifiuti industriali nel fiume». Massimiliano Ammannito del Wwf, invece, spera che «il riconoscimento internazionale dell'importanza di Ponte Lucano e della gravità della situazione in cui versa serva a scuotere la classe politica tiburtina dal proprio torpore e a richiamarla al proprio dovere morale di tutelare e conservare il patrimonio artistico, culturale e naturalistico cittadino».