Per quattro anni, ogni lunedì, hanno varcato la porta degli Uffizi. Ogni opera della Galleria, del Corridoio Vasariano, persino 100 opere degli «archivi» sono stati digitalizzati. E poi, con un software dedicato, sono state resi disponibili tramite un video Full Hd Touch screen. Come in un enorme I Phone, ma da 42 pollici, si possono scegliere le opere, vederle, zommare, confrontarle, verificare dimensioni e ogni singolo particolare. Il progetto sarà commercializzato da dicembre a università, scuole di restauro, enti turistici. L'azienda è la fiorentina Centrica. Uno pensa: ok, hanno fatto delle belle foto agli Uffizi, il sistema che propongono è anche divertente. La cosa, in realtà, è un po' più complicata. «Le immagini sono a 100 megapixel. Per dare un'idea, il Full Hd delle televisioni ha una risoluzione di 1.920 per 1.080 pixel: la nostra è di 10 mila per 8 mila», spiega l'ingegnere Marco Cappellini di Centrica. Lo si capisce, il livello di perfezione delle immagini, quando con un dito si «esplode» la foto, cioè si seleziona un particolare e lo si ingrandisce. I particolari non si perdono per strada: si riconosce ogni singolo elemento, le pennellate, persino i difetti dei quadri. Si può arrivare a rendere le dimensioni doppie a quelle reali. Per questo motivo la commercializzazione, che avverrà tra qualche settimana, punterà prima di tutto ad un mercato didattico. La possibilità del sistema, che si chiama «Uffizi in a Touch», è quella di portare il museo (forse) più bello del mondo nei quattro angoli del pianeta. Con uno schermo che può arrivare fino a 70 pollici. Centrica, dopo un lavoro di quattro anni (in collaborazione con il Micc, Media integration and communication centre dell'università di Firenze e l'università di Siena) che l'ha portata a sviluppare software e hardware «made in Florence», ha l'esclusiva delle immagine di Uffizi e Vasariano. Due le sigle da segnarsi: il software di visione, XlPhoto, arrivato alla versione 3.0, e Ars Touch, che gestisce il touchscreen. Centrica non si ferma qua. Alcune opere del museo saranno digitalizzate con un formato «mostruoso »: 3,5 giga pixel, cioè 3.500 megapixel, intuitivamente (ma il ragionamento è più complesso) 350 volte più definite di una macchina fotografica professionale, serviranno per stampe di alta qualità. Una tecnologia applicata anche al web, non solo per lo stesso sito del polo museale fiorentino, ma anche per il Quirinale. Ed è usato anche in settori meno «culturali»: è già possibile, per esempio, verificare il tessuto di un abito via web del prestigioso negozio di moda Luisa via Roma, che utilizza la stessa piattaforma tecnologica. Nel progetto, diventa fondamentale la «marchiatura», cioè il sistema per mettere un copyright sulle immagini. Uffizi in a touch è solo uno dei numerosi progetti presenti al primo salone dell'arte e del restauro che si è concluso ieri alla Stazione Leopolda. Oltre 20 mila visitatori, «quasi tutti operatori del settore», dice sodddisfatto il presidente, il cavaliere Franco Sottani.