C'È PERSINO una piccola mummia tra le ultime donazioni che i milanesi hanno fatto al Comune negli ultimi mesi. Sì, avete letto bene, una mummia, destinata al Museo egizio, donata dal Renato Patetta. Una stranezza? Non più di tanto. Quello delle donazioni artistiche e culturali, infatti, è un fenomeno che Palazzo Marino sta tentando di far diventare una prassi virtuosa tra le famiglie della buona borghesia milanese. Obiettivo ambizioso. Ma non impossibile da raggiungere. Un segnale in questa direzione lo si è notato già nella seduta della Giunta comunale di venerdì. Tra gli atti dell'assessorato alla Cultura, infatti, si contano ben 12 accettazioni di donazioni da parte dell'amministrazione. Dodici, sì, in una sola seduta dell'esecutivo di Palazzo Marino. UN CASO ISOLATO? L'assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory giura di no, anzi sostiene che sul fronte delle donazioni è in corso un lavoro a cui tiene molto anche il sindaco Letizia Moratti e che a dicembre si concretizzerà in un vero e proprio «progetto donazioni» elaborato dal Comune. In attesa di conoscere nei dettagli l'operazione, non resta che dare uno sguardo ai doni che i milanesi hanno già indirizzato a Palazzo Marino. A partire dagli ultimi, quelli accettati ufficialmente nella Giunta di venerdì. Certo, la donazione che salta più agli occhi è quella della piccola mummia. Ma ci sono anche altri tesori tra le donazioni appena ricevute dal Comune. Tra le più preziose, anche economicamente, una parte delle opere e dei materiali appartenuti a Silvano Scheiwiller: 8.043 disegni e acquarelli, 12 album da disegno, 815 grafiche, 282 lastre e 45 matrici. Pezzi, donati dai familiari di Scheiwiller, ora destinati al Servizio Raccolte grafiche e fotografiche, in particolare alla Raccolta Stampe Bertarelli. LE ALTRE DONAZIONI? Si va da due tamburi africani di inizio Ventesimo secolo che andranno alle Raccolte artistiche del Castello Sforzesco a un corredo degli anni Trenta, passando per una serie di foto sul lavoro dell'architetto Achille Majnoni che andranno alla Biblioteca Trivulziana e per 12 incisioni di Alberto Manfredi, fino a una copertina della ri vista «Arbiter», pera di Jeanne Grignani, e all'opera «Messaggio andino» di Alejandro Fernandez. In quest'ultimo caso è stato lo stesso artista a fare la donazione al Comune. Non mancano dei pezzi utili per ricostruire la storia di Milano. Un esempio su tutti: le piante topografiche di frazioni e Comuni aggregati a quello di Milano nel periodo che va dal 1904 al 1923. In più, appunti storici datati 1923 su quello che allora era il Comune di Lambrate (poi annesso ai confini milanesi) e una Guida ufficiale di greco-milanese del 1912.