A Berlusconia alzi la mano chi non ha almeno un conflitto di interessi. Il supermanager dei Beni culturali, Mario Resca, intimo del Cav, è, insieme, neo-direttore generale alla valorizzazione dei musei statali (con delega specifica ai servizi aggiuntivi), e membro del CdA Mondadori (Fininvest), che controlla al 100 per 100 Electa capofila nella gestione dei punti vendita museali. Oggi come oggi, Resca è il direttore generale destinato a valutare gli appalti per i servizi in alcuni poli museali strategici ai quali concorre Electa. Cioè Mondadori di cui egli è amministratore. C'è un conflitto di interessi più patente di questo? E non ve n'è un vago profumo nella nomina a capo del nuovissimo Centro per il Libro di quel Gian Arturo Ferrari della divisione libri Mondadori? Tutto ciò mentre le Soprintendenze sono, allo stremo, senza soldi, pure per le bollette. Non è finita. Resca ha quel ruolo «super» (anche negli emolumenti?) al Mi.BAC., ma rimane presidente di Finbieticola Casei creata per dismettere lo zuccherificio di Casei Gerola (PV), presso Voghera. Là si reca spesso: non per vedere gli affreschi di Bramantino nel Castello, bensì per promuovere, fra proteste (ambientali e paesaggistiche) di sindaci e cittadini, una centrale elettrica sostitutiva dello zuccherificio, contigua ad altra già in funzione. Chi ha realizzato la bonifica a Casei? Il Giuseppe Grossi, a San Vittore accusato di fondi neri ricavati triplicando i costi della bonifica dell'area Santa Chiara a Milano. E chi è il partner di Finbieticola per la nuova centrale presso Voghera? Sempre Grossi. Non suscita altri imbarazzi, e magari conflitti, tutto ciò? O siamo tutti mitridatizzati a Berlusconia?