La polemica Gli studenti: questa è casa nostra. Bassetti: serve un progetto per il trasferimento alla caserma di via Mascheroni «Bivacchi a Brera? No, vogliono sfrattarci» Studiate o bivaccate? «Ma se non possiamo neppure mettere una sedia, nel cortile». In piedi, o per terra, fumate gli spinelli? «La signora Bandera confonde le 'canne' con le sigarette». Non fosse il palazzo di Brera, sarebbe solo una bega di condominio. Qui la questione è seria: «Vogliono cacciarci. Ma questa è casa nostra da sempre, non ci riusciranno». L'Accademia risponde alla soprintendente Sandrina Bandera, la signora della Pinacoteca. Insieme, il direttore Gastone Mariani e gli studenti: «Bivacchi, spinelli... Sono solo pretesti per 'farci fuori'». Sullo sfondo dell'intervento della Bandera pubblicato ieri dal Corriere , infatti, c'è la prospettiva del trasloco delle Belle arti dalla sede storica all'ex caserma di via Mascheroni. Silvia De Rosa, 24 anni, rappresentante dei ragazzi nel Cda, è lapidaria: «Alla dottoressa Bandera non interessano gli studenti. Noi vogliamo la Pinacoteca assieme all'Accademia: sono nate così, e così devono rimanere». Divisi in casa, il museo e la scuola d'arte. E in mezzo, scomodi, anche i poliziotti: hanno chiesto di togliere gli striscioni di protesta in cortile, ché deturpano l'immagine del complesso (sono ancora lì). I rapporti nel palazzo di Brera sono tesi dal 24 novembre 2008, il giorno in cui Comune, ministeri della Difesa e dei Beni culturali, Soprintendenza e presidenza dell'Accademia hanno firmato l'accordo per il trasloco. Il 22 ottobre, Dario Fo è intervenuto all'assemblea degli studenti: «Dovete resistere nella sede storica e recuperare il rapporto con la città». Ieri gli la soprintendente Bandera: «Se ci fosse da parte degli studenti un vero attaccamento, forse manterrebbero il cortile di accesso al museo in modo più consono all'istituzione e più adatto a ricevere visitatori italiani e stranieri». L'accusa: sigarette per terra, spinelli, bivacchi e cani a spasso. La difesa: «Da parte nostra c'è l'impegno costante a far rispettare le regole. Nel condominio ci vuole più rispetto da parte di tutti», replica Mariani. Interviene Aldo Bassetti, presidente degli Amici di Brera: «Parto da un presupposto: io rispetto profondamente i valori storici dell'Accademia. Ma per questo bisogna proporre ai ragazzi un progetto di risistemazione della caserma Magenta adeguato alla loro esigenze e qualità. Senza un progetto che migliori la situazione, hanno ragione a voler rimanere dove sono». La prima scelta degli studenti è Brera. La seconda si discosta di poco: Palazzo Citterio, edificio statale del '700, diroccato e vuoto, «sarebbe perfetto», si vedrà. Intanto, i ragazzi hanno preparato un calendario di iniziative culturali per rilanciare l'immagine di Brera: arte, musica e anche una notte bianca dei laboratori (aperti ai turisti). Per dire: «Noi amiamo Brera».
MILANO - BRERA - Il direttore dell'Accademia: le accuse della soprintendente sono solo pretesti
La soprintendente Sandrina Bandera della Pinacoteca di Brera ha affermato che gli studenti dell'Accademia di belle arti non rispettano le regole del palazzo, come fumare spinelli e bivaccare nel cortile. L'Accademia risponde affermando che queste accuse sono un pretesto per farli fuori e che vogliono rimanere nella sede storica. I ragazzi hanno preparato un calendario di iniziative culturali per rilanciare l'immagine di Brera e hanno chiesto un progetto di risistemazione della caserma Magenta per soddisfare le loro esigenze. La questione del trasferimento dell'Accademia dalla sede storica all'ex caserma di via Mascheroni è in discussione.
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