Tra il sindaco di Salerno Vincenzo de Luca e il bassoliniano Ennio Cascetta, spunta il terzo incomodo. È Corrado Gabriele di Rifondazione. Che secondo un sondaggio sarebbe al 30. Ma Sinistra e libertà storce il naso. Così la sinistra campana prepara la successione a Bassolino Il giorno dopo la consacrazione del segretario regionale Enzo Amendola si guarda già avanti, alle regionali e al dopo Bassolino, se ci sarà. Il 28 marzo è alle porte e anche le decisioni sul candidato che dovrebbe sfidare l'agguerrito Pdl premono. Una scelta che determinerà non solo il futuro delle correnti all'interno dei democratici, tra bassoliniani storici, pentiti e fuoriusciti, nonché indecisi, ma anche la collocazioni dei partiti "esterni" a sinistra e al centro. Il trentacinquenne bersanian-dalemiano ha sempre detto di voler tornare a una nuova unione, basata sul programma e non sulle spartizioni e poche ore dopo la sua vittoria ha annunciato che incontrerà presto Sinistra e libertà per le prime consultazioni: «La diatriba tra bassoliniani e antibassoliniani è finita, ora guardiamo al futuro». Ma se il futuro incomincia dal nuovo presidente di regione la lotta è già aperta. Due in candidati in pectore: Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno appoggiato dagli scontenti dell'era di Antonio, e Ennio Cascetta, assessore ai trasporti e uomo fidato del governatore. Ma ieri la Digis, specializzata in sondaggi d'informazione, pone la questione di un terzo nome, quello dell'assessore al lavoro e all'istruzione Corrado Gabriele di Rifondazione. Secondo una ricerca del 22-23 ottobre che ha contattato 2400 possibili elettori, l'indice di gradimento dell'assessore è al 30,2, De Luca al 33, Cascetta si ferma all'8,1. Non solo. Per le persone contattate chi riscuote maggior consenso a livello di popolarità a destra è la ministra Mara Carfagna 34,1, segue il presidente degli industriali inviso però tra i politici del Pdl con 8,5, Nicola Cosentino con le sue beghe giudiziarie al 7,6, gli indecisi 23,7, quindi gli astenuti 26,1. Tra la Carfagna (che però al momento è fuori gioco tra le nomine dei berluscones) e Gabriele, sempre secondo i sondaggi, la lotta sarebbe alla pari: 37,1 per la prima, 33,2 per il secondo. Al di là del netto calo di consensi che videro Bassolino stravincere per ben due mandati al primo turno, la questione Gabriele apre il dibattito a sinistra, perché se Sinistra e Libertà è già pronta alle primarie, ma con un uomo esterno ai partiti, Rifondazione pone la questione morale al primo posto e considera estemporanea la possibilità di presentarsi alle primarie. «Siamo interessati a un confronto e a un percorso unitario di coalizione - spiega Raffaele Tecce ex assessore giunta Iervolino e attualmente responsabile nazionale per gli enti locali - ma la parola d'ordine deve essere discontinuità. Noi possiamo parlare di unità di tutto il centrosinistra anche a livello nazionale ma ci sono 4 o 5 punti programmatici in Campania che non possiamo trascendere, una gestione sanità sposti risorse dal privato al pubblico, una totale revisione della legge urbanistica, una riscrittura del piano dei rifiuti perché non accettiamo che quello di Ganapini sia la fotocopia di Bertolaso. Su tutto ovviamente pesa la questione morale nessuna candidatura può essere fatta con persone che hanno problemi di giustizia». Dal partito però si rendono conto che un'alleanza elettorale va fatta e che non può essere lasciato il passo alle destre, ma la preoccupazione è che nel momento in cui si accettano le primarie anche nel caso in cui dovesse essere scelto un bassoliniano di ferro andrebbe appoggiato fino in fondo, mentre come spiega l'attuale consigliere provinciale partenopeo ed ex senatore Sodano un uomo della giunta di Bassolino non può rappresentare il nuovo. «Se dobbiamo esprimere un elemento di innovazione all'interno della politica - dice - se non va bene Bassolino che ha deciso di non ricandidarsi perché dovrebbe farlo un assessore della sua giunta?». Da parte sua Gabriele si dice a disposizione e che sulla possibilità di una candidatura alle primarie se c'è l'appoggio dei suoi, per il momento ha raccolto il consenso di sindacati, associazioni e del mondo con cui ha collaborato in questi anni: «In ogni caso non mi sentirei un elemento di continuità solo per la mia presenza in giunta - afferma - visto che la mia eventuale candidatura sarebbe in contrapposizione con un uomo di Bassolino. È pur vero che molto di buono è stato fatto da questa amministrazione e il lavoro non va buttato in toto». La possibilità Gabriele getta un po' di scompiglio e se è vero che da Sinistra e Libertà storcono il naso, d'altra parte è poco probabile pensare a una coalizione dove i candidati alle primarie sono tutti esponenti del Pd. Di un nome da cercare nella società civile parla Giuseppe De Cristofaro ex-deputato Prc oggi responsabile regionale di Sinistra e Libertà: «Noi siamo per una nuova coalizione, su Gabriele non ho nessun problema, ma a nostro parere si dovrebbe cercare un candidato esterno, altrimenti ogni forza, come è ovvio, spingerebbe per un suo uomo. Le primarie vanno fatte e va ricercata anche un'unione quanto più ampia è possibile, e se ci sono i margini va pensato anche un accordo con l'Udc, dinanzi a una candidatura come Cosentino si devono mettere insieme tutte le forze perché è un pericolo troppo grosso per poterlo sottovalutare». Marco Di Lello, che rappresenta l'ala socialista del partito vendoliano, orgogliosamente rivendica di essere stato un oppositore del governatore e pone un secco alt alla possibilità Gabriele: «Abbiamo già due o tre nomi da proporre», ma non si sbilancia anche perché tra questi potrebbe esserci il suo. E l'altro ieri De Mita per la prima volta si è sbilanciato a sinistra, ma per lui De Luca è troppo personalista.