AMANTEA - Nuovi importanti ritrovamenti archeologici a Serra d'Aiello avvalorano e confermano la localizzazione della mitica Temesa sui contrafforti alle spalle di Campora San Giovanni. Qui, in posizione più centrale rispetto al mare, già qualche anno fa era stato portato alla luce il santuario di Imbelli. Gli scavi recenti eseguiti a Serra, in una zona attigua al cimitero del paese e prossima all'Istituto Papa Giovanni, su una superficie di circa duecento metri quadrati, hanno portato alla luce 14 sepolture a fossa databili, secondo il personale esperto della Soprintendenza, tra la fine del IX sec. a.C. e l'inizio dell'VIII. Gli scavi avviati, dopo un'attenta e scrupolosa ricognizione, grazie ad un finanziamento richiesto dalla Soprintendente Elena Lattanzi, sono stati seguiti anche dagli personale esperto della Soprintendenza (dott. La Rocca, geom. Ascenti, geom. Candia e dott. Mollo), con la collaborazione del gruppo di volontariato locale Alybas, costituito a Serra due anni fa e presieduto dall'ing. Franco Froio che ha anche coadiuvato la ditta Congiusta di Locri esperta in questo settore. I ritrovamenti, definiti «molto interessanti» anche dalla dott.ssa Lattanzi, in visita a Serra a conclusione di questa prima tranche di scavi, sono stati avviati al restauro in attesa di essere riportati a Serra se - come si spera - l'amministrazione comunale riuscirà a mettere a disposizione i locali per un antiquarium-museo. L'associazione Alybas, di cui è socio onorario anche il sindaco del paese Antonio Cuglietta, spera di bruciare i tempi cercando delle sponsorizzazioni private per effettuare una mostra ricomponendo almeno due delle l4 sepolture portate al-la luce. Che sono differenziate - ha spiegato La Rocca - per sesso ed età dei defunti, ma tutte di grande interesse. I relativi corredi funerari, consistenti in vasellame d'impasto, e metallici, fìbule e armi in qualche caso per i maschi, sono ben conservati malgrado i circa tremila anni». Quattordici sepolture in meno di 200 mq. di scavi ma - ed è questo il dato di straordinaria importanza - «non è questa l'unica zona fortunata», perché la necropoli potrebbe estendersi, stando alle ricognizioni precedentemente effettuate, su una superficie di almeno tremila metri quadrati. Segno che la comunità indigena che doveva abitare nell'età del ferro da queste parti doveva essere abbastanza consistente. Adesso tutti sperano che si riescano a reperire altri fondi per proseguire la campagna di scavi.
Un tesoro archeologico di tremila anni fa
Gli scavi archeologici a Serra d'Aiello hanno portato alla luce 14 sepolture a fossa databili tra la fine del IX secolo a.C. e l'inizio dell'VIII secolo a.C. I ritrovamenti sono stati definiti molto interessanti e sono stati avviati al restauro. La necropoli potrebbe estendersi su una superficie di almeno tremila metri quadrati. La comunità indigena che doveva abitare nell'età del ferro da queste parti doveva essere abbastanza consistente. Gli scavi sono stati finanziati dalla Soprintendente Elena Lattanzi e sono stati seguiti da un personale esperto della Soprintendenza e da volontari locali.
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