Il Ratto delle Sabine del Giambologna potrebbe restare sotto la Loggia dei Lanzi, sede che occupa da oltre quattro secoli, se adeguatamente protetto e monitorato. Lo ha proposto al ministero dei Beni culturali la soprintendente del Polo museale Cristina Acidini. La quale, dopo anni di discussioni sulla conservazione del complesso scultoreo, ha bocciato lidea di un suo trasferimento in un luogo chiuso come Accademia o Uffizi e di uneventuale sostituzione con una copia: «Sarebbe una sconfitta privare la piazza di questopera. Alla luce degli studi compiuti in questi anni e delle conclusioni del secondo monitoraggio la scelta di porre il gruppo allinterno è risultata differibile». Le indagini, svolte da una commissione presieduta dalla stessa Acidini e coordinata da Mauro Matteini del Cnr, hanno indicato un nuovo prodotto «che dà le maggiori garanzie di protezione e, nel contempo, di minor viraggio cromatico», dopo che lultimo protettivo usato in via sperimentale aveva provocato un ingrigimento del marmo. Spetta ora al ministero decidere.