Si apre oggi alla Masseria San Domenico di Savelletri di Fasano il convegno «Beni culturali e valorizzazione» che presenta gli articolati progetti messi in campo in forma sinergica dal dipartimento di Scienze dell'antichità dell'università di Bari, dalla regione Puglia e dal comune di Fasano chiamando a raccolta diversi soggetti, studiosi, operatori turistici e quadri amministrativi. Due i punti di forza, il progetto S.i.ri.ar. (Sistema informativo per il riuso di architetture) e il F.o.v.e.a. (Fruizione orientata viaggi e archeologia) entrambi rivolti al territorio di Fasano Egnazia e collegati al «Progetto Egnazia: dallo scavo alla valorizzazione». In particolare dal copioso patrimonio del Parco-Museo di Egnazia, oggetto di una costante ricerca archeologica e di cui si propone ora un rilancio all'interno di una offerta turisticoculturale variegata. «Con la nona campagna di scavo - riferisce Raffaella Cassano, docente di Archeologia classica all'università di Bari e coordinatrice scientifica dei progetti - conosciamo meglio la situazione tardo antica della città di Egnatia, soprattutto quella relativa al V secolo d.C. Lo scavo delle terme di epoca romana ha infatti evidenziato che esse vennero smantellate alla fine del IV secolo per fare spazio, subito dopo, ad una manifattura dove sono state rinvenute delle calcaree da cui si produceva la calce utilizzata per la costruzione delle basiliche. Uno di questi edifici di culto è emerso da poco quasi sul mare, alle falde dell'acropoli, durante uno scavo di emergenza per scongiurare l'insediamento di uno stabilimento balneare. E' una chiesa del VI secolo con un quadriportico e delle transenne dipinte che va inserita nella sistemazione complessiva della città, tra V e VI secolo, di cui si fa promotore il vescovo della diocesi di Egnatia. Risulta infatti da una fonte letteraria che un certo Cosenzio, vescovo della chiesa egnatina, firma, nel 501 e nel 502, a Roma, gli atti dei Sinodi». Fin qui il fronte dei ritrovamenti recenti ma sono molte anche le novità sulla valorizzazione che la Cassano preciserà nell'intervento odierno: «Grazie ai progetti Siriar e Fovea abbiamo esteso il raggio di interesse al complesso storico e ambientale di Fasano, con un censimento di tutte le componenti naturalistiche e architettoniche. Nella fattispecie con il progetto Fovea, abbiamo realizzato dei totem interattivi attraverso i quali il turista può scegliere l'itinerario storico, ambientale, archeologico grazie a schede scientificamente complete ma di facile approccio. I totem, già attivi, sono collocati nel palazzo comunale di Fasano, allo Zoosafari, alle terme di Torrecanne e al museo archeologico di Egnazia, in punti strategici del territorio in modo da incrociare ogni tipo di utenza. Invece grazie a Siriar (Interreg III ItaliaGrecia) in gemellaggio con la Grecia, un'equipe del Politecnico di Bari ha restaurato a Gouvià (Corfù) l'Arsenale veneziano per riconvertirlo in contenitore culturale e in punto di informazione turistica. Analogamente, per Egnazia è stato progettato il restauro del Convento dei Minori Osservanti che, come il suo omologo greco, avrà la medesima destinazione d'uso». Marilena Di Tursi