Un palazzo è stato costruito a soli 6,3 metri dalledificio vicino, gli spazi verdi non ci sono Nel novembre 2008 Simona Bini, la giovane mamma che con il marito e i tre bambini abita in una casetta rosa in fondo al cortile di via Ponte di Mezzo 27, invitò il sindaco Leonardo Domenici ad andare a prendere un the da lei e a vedere con i propri occhi che cosa stava accadendo in quello spazio angusto stretto su tre lati da alti palazzi e delimitato sul quarto dal Terzolle. «Accetto linvito», dichiarò il sindaco. Poi però, forse perché troppo impegnato a costruire il futuro di Firenze, non trovò il tempo per verificare di persona le penose condizioni di quella famiglia fiorentina. Unoccasione perduta. Se fosse andato, invece di confidare nel direttore delledilizia Maurizio Talocchini, forse avrebbe compreso che dietro linsensata decisione dei suoi uffici di autorizzare in quel budello la costruzione di ben tre edifici residenziali al posto di magazzini e piccoli capannoni artigianali non poteva che essere frutto di imbrogli. Via Ponte di Mezzo 27, infatti, rappresenta il concentrato degli abusi e dei conflitti di interesse portati alla luce dallinchiesta Mani sulla città. Grazie ai permessi rilasciati dalla amministrazione comunale, decine di famiglie andranno ad abitare in un luogo raggiungibile solo attraverso un tunnel lungo nove metri e altro 2,95, che corre sotto un casamento. Le grosse autobotti dei vigili del fuoco non ci passano. Il primo edificio, progettato da Riccardo Bartoloni, amministratore della Quadra e allepoca presidente degli architetti, è stato autorizzato nonostante nella pratica mancassero le indicazioni sulle superfici del magazzino abbattuto, sulle quali nelle classi 6 (demolizioni e ricostruzioni) si calcola la capacità edificatoria del nuovo edificio. Il palazzo è stato costruito per traverso, in modo da poter distare solo 6,30 metri dalledificio vicino. Non vi è traccia degli spazi verdi che la legge impone per ogni nuova costruzione. I tecnici comunali che seguivano la pratica erano i geometri Bruno Ciolli e Giovanni Benedetti, ora arrestati per associazione a delinquere e corruzione con Bartoloni e laltro amministratore della Quadra, Alberto Vinattieri. Linchiesta della Stradale e della Municipale ha scoperto che talvolta veniva consultato per risolvere qualche problema il capogruppo Pd in consiglio comunale, Alberto Formigli, formalmente da tempo fuori dalla Quadra, accusato di esserne rimasto socio occulto e ora agli arresti. Sempre sotto la supervisione dei funzionari Ciolli e Benedetti, gli uffici comunali hanno autorizzato altri due edifici, progettati dal geometra Marco Bordignon, collaboratore esterno della Quadra, marito della dipendente dellufficio urbanistica Arianna Borgioni (che gli investigatori hanno sorpreso ad aggiustare delle pratiche del marito). Il secondo edificio è praticamente attaccato al primo, il che suscita più di un sospetto, rilevano gli inquirenti: se il progetto fosse stato unitario avrebbe superato i 2000 mq e richiesto un piano di recupero con un minimo di valutazione di impatto ambientale. Il terzo edificio, quello destinato a imprigionare definitivamente la casetta rosa, è stato approvato a dispetto delle proteste e degli allarmi per la tenuta dellargine del Terzolle, pochi metri più in là. Lazienda costruttrice è lAlfa Toscana Immobiliare di Francesco Bini, ora agli arresti per corruzione di Ciolli e Benedetti. La figlia di Bruno Ciolli, Monica, è socia di Bini nella società Pentagono. Un bel conflitto di interessi. Gli abitanti della zona, riuniti nel comitato Ex Panificio Militare, avevano capito che dietro a quei progetti cera qualcosa di poco chiaro e lavevano denunciato. Erano molto documentati e perciò parecchio fastidiosi per alcuni esponenti del Pd come Anton Giulio Barbaro allepoca presidente della commissione urbanistica, ora indagato, che in una mail inviata allassessore Gianni Biagi e alla presidente del quartiere 5 Stefania Collesei scriveva: «In ogni caso, ahimè, il Comitato (animato da persone che hanno molto tempo da perdere per stare attaccate al pc a seguire le varie pratiche edilizie) è bene edotto della situazione: ad ogni nuova pratica edilizia mi scrive sempre più irritato per il procedere inesorabile di tali episodi senza che intraveda nessuno dei possibili rimedi che si sono ipotizzati».