Regione e volontari mobilitati per mantenere un patrimonio storico utile alla ricerca DAL MONDO DELLA RICERCA a quello delle istituzioni regionali, tutti li vogliono salvare ma nessuno riesce a raggiungerli. Sono i libri e riviste di oncologia e biochimica, preziosi testi dei secoli scorsi, che da oltre un anno giacciono dietro a una porta di tre stanzette del padiglione Maragliano, ospedale San Martino. Peccato che dell'accesso a questo piccolo tesoro di cultura scientifica nessuno abbia la chiave: Ma la Regione tuona: «Nessun libro pubblico e di pregio viene abbandonato, smaltito o esce dalla Liguria senza la nostra autorizzazione. Sono beni tutelati», fa sapere l'assessore Morchio indignato dall'abbadono. «La chiave delle stanze dei libri? Nessuno sa dove si trova», si preoccupa Valerio Gennaro, il medico epidemiologo che per primo si è preso a cuore la sorte di quelle migliaia di pagine. Dai laboratori dell'Ist, dove le scienza va avanti non soltanto on line, Gennaro sta facendo appello alla sensibilità della Genova che studia e legge. E questa ha prontamente risposto: sono quasi una decina le persone che si sono offerte alla cura del fondo. Prima che, inscatolato e via, in blocco venga trasferito a un istituto di Bologna, il Ramazzini, dove un altro medico adotterebbe la collezione accollandosi le spese. Ma tutto non si esaurisce qui, in un carteggio tra appassionati, la storia dei libri buttati lì. Anche la Regione ora interviene a liberare i testi da un ingrato destino, e non soltanto per pura passione. «Per quanto riguarda i libri - chiarisce l'assessore alla Cultura Fabio Morchio - noi siamo autorità di sovrintendenza. I libri sono sottoposti a tutela regionale. Soprattutto quelli di un ente pubblico e di pregio non si possono buttare o trasferire senza il nostro necessario consenso». Tantomeno finire in un'altra città: «Certo - ribadisce Morchio con decisione - E se poi si tratta di pagine di grande pregio, per il recupero c'è la possibilità di ottenere finanziamenti, ma di questi tempi non è facile», ammette l'assessore alla Cultura di fronte ai magri bilanci pubblici. «Tra il patrimonio librario regionale e i fondi c'è un gap, un divario, un abisso, spaventoso», sottolinea ancora Fabio Morchio allargando l'importanza del problema. Non ci sono insomma soltanto i libri di Oncologia a preoccupare bibliofili e cultori; tante altre fonti del sapere, dai piccoli fondi alle grandi collezioni, attendono di essere recuperati. Così, la Regione ha appena emesso un bando (vedi box a lato) per recuperare fondi di pregio. La vicenda dei testi di oncologia ha attirato l'attenzione di giovani studiosi, tutti pronti alla catalogazione e al recupero. C' è ad esempio,Francesca Pizzimenti, due lauree, in Germanistica e in Lettere, un Dottorato di Ricerca in Filologia Greca e Latina e un entusiasmo ancora fresco nonostante lo schiaffo alla sua preparazione culturale: «Grazie alla riforma e ai tagli operati con sapienza chirurgica nella nostra scuola pubblica - racconta - mi ritrovo disoccupata». E ancora, avanzando la propria esperienza, sbotta: «E' semplicemente vergognoso che una città colta e storicamente rilevante come Genova si lasci letteralmente depredare dei propri gioielli per l'incuria e il disinteresse di chi di dovere». Mala tempora currunt, ribatte la studiosa a Valerio Gennaro che nel colto SOS si era rifatto anche allo storico Plutarco. All'eco dei volenterosi si aggiunge Giuliano Ortolani, poco tempo a disposizione ma tanta voglia di aiutare: «Sono un bibliofilo per vocazione - dice - ma non nei fatti, ho pochissimo tempo ma per un salvataggio di questo tipo potrei ritagliare qualche ora per i libri IstMaragliano», è la proposta. Non si tira indietro neppure il volontario Mirko Mura, mentre al San Martino il battage diventa intenso. Ma intanto, al Maragliano le porte delle sale dove languono libri e riviste restano chiuse. L'ostaggio di carta e nozioni scientifiche resta tale. E dire che quei testi, un centinaio in tutto, sono libri su cui gli oncologi si sono formati: «Tanto che un collega di Bologna, si è offerto di prenderli pagando vitto e alloggio e trasporto. - replica Valerio Gennaro. Il bibliofilo fa parte del Comitato tecnico scientifico dei Medici per l'Ambiente (Isde-Italia) e lavora al Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell'Ist. «Essere contornati da libri facilita la concentrazione - osserva - tante ricerche vanno avanti per consultazione sui libri perché non esiste soltanto la strada di internet per comparare dati oggettivi e scientifici». La collezione maltrattata che sta smuovendo i bibliofili e incupendo la Regione conta migliaia di pagine tra nozioni e analisi di oncologia e biochimica redatte anche in lingua straniera. Annalisa Rimassa rimassailsecoloxix.it. 31102009