Accolto un ricorso dei comitati, respinti gli altri due contrari al piano per lex-Fiera Tecnicamente è un due a uno per Citylife. La cordata guidata da Ligresti che si occupa della riqualificazione dellarea della vecchia Fiera ha vinto due ricorsi al Tar contro i comitati contrari al progetto. La società esprime «soddisfazione» perché «il cantiere non si blocca» e lassessore allUrbanistica Carlo Masseroli esulta: «Le sentenze dicono: "Avanti tutta"». Ma quel punto strappato dai residenti rischia di rovinare ai costruttori il gusto del parziale successo, costringendoli a sborsare più soldi di quelli finora promessi al Comune come monetizzazione degli standard, cioè la quantificazione in denaro dei servizi (asili, biblioteche, verde, eccetera) che devono essere sacrificati per permettere agli imprenditori di costruire più volumetrie del solito. È stato accolto, infatti, proprio il ricorso - presentato dagli avvocati Stefano Nespor, Ada Lucia De Cesaris e Federico Boezio per conto di Rolando Mastrodonato, dellassociazione "Vivi e progetta unaltra Milano" - che critica la variante del 2008 al piano integrato dintervento del 2005 predisposto dal Comune. Nel ricorso gli avvocati sostengono che i calcoli fatti dallamministrazione per la quantificazione degli standard, sebbene meno generosi nei confronti dei privati di tre anni prima - la monetizzazione passava da 4 a 43 milioni di euro e gli imprenditori simpegnavano a realizzare, oltre al parco e al palazzo delle Scintille, anche il museo di arte contemporanea - risultano comunque troppo sbilanciati a favore degli imprenditori: secondo i conti, il Comune avrebbe dovuto incassare in totale 163 milioni di euro (quindi 120 milioni in più di quanto calcolato ufficialmente). Le motivazioni della sentenza non sono state depositate. Ma il dispositivo è chiaro: «accoglie il ricorso in parte» e «annulla gli atti impugnati, nei limiti attinenti, alla monetizzazione degli standard». La decisione è destinata ad avere importanti sviluppi. Sulla sostenibilità economica del progetto se - lo si vedrà dalle motivazioni - dovesse implicare un maggiore esborso da parte delle aziende. E sullinchiesta penale dei pm Frank Di Maio e Paola Pirotta che sta approfondendo proprio la questione della monetizzazione degli standard. Un tema su cui è pendente anche un esposto alla corte dei Conti. «Se la sentenza dicesse che il Comune deve incamerare più soldi, ben vengano: sappiamo come spenderli», commenta Masseroli. Che incassa la decisione favorevole sulla possibilità che in quellarea si costruisca con indici di cubatura più elevati del resto della città (1,15 contro 0,65): su questo il Tar dà ragione agli avvocati di Citylife Paolo Bertacco e Guido Bardelli. «Noi abbiamo sempre lamentato la mancanza di un dialogo da parte dellamministrazione - dice invece Mastrodonato - e volevamo un accordo proprio per non bloccare tutto».