Uffici di via Boccaccio: si cerca una soluzione «indolore» per spostarla Sarà traslocata la tomba etrusca che si trova presso gli uffici comunali di Via Boccaccio. Dopo la dismissione dei locali e la messa in vendita dello stabile, l'amministrazione deve provvedere a spostare l'inquilino - ormai scomodo - che da un secolo si trova nel giardino. È una tomba etrusca a pianta circolare e falsa cupola del VI secolo avanti Cristo, proveniente da Casaglia. Nuova destinazione: il Museo archeologico di Villa Guerrazzi. Ma spostare un reperto del genere è tutt'altro che facile. La tomba ha più di 2500 anni, è stata già trasportata nella sede comunale ai primi del Novecento e ricoperta con uno strato di cemento. Niente di più fragile e prezioso. Per questo il Comune sta collaborando con la Soprintendenza Archeologica della Toscana per trovare una soluzione. «Stiamo cedendo l'edificio comunale che non è più utilizzato, ma la tomba è un bene da preservare, peraltro in quella collocazione non è neppure valorizzata» spiega il sindaco Stefano Benedetti. «Stiamo perciò valutando quale soluzione tecnica sia migliore per trasferirla all'esterno di Villa Guerrazzi e con quali costi» dice. Due punti cruciali anche per la Soprintendenza che segue la pratica grazie alla competenza di Annamaria Eposito, l'archeologa che ha curato diverse campagne di scavo nella zona. «I problemi da affrontare sono due: tecnico ed economico - spiega - stiamo pensando ad uno spostamento senza danni, ad un restauro accurato e ad un progetto di sezionamento, che permetta di tagliare la tomba a spicchi per spostarla e ricomporli a destinazione. Una difficoltà sta nella camicia di cemento con cui il reperto è stato rivestito agli inizi del Novecento, che può aver corroso il calcare tenero di cui è fatto». Un involucro di circa 5 centimetri usato per rafforzare la struttura secondo le tecniche dell'epoca - fu usato per la tholos di Casale Marittimo trasferita nello stesso periodo al Museo Archeologico di Firenze - ma dannoso per la pietra della struttura, tanto che lo spostamento dovrà fare i conti con la fragilità acquisita dal materiale in cento anni. Queste incognite e le relative soluzioni incideranno dunque sui costi, per il momento indeterminati. «All'idea del sezionamento siamo arrivati dopo aver scartato l'ipotesi di spostare il reperto intero - continua Esposito - pensavamo ad una piattaforma di metallo, sollevare il monumento e trasportalo alla Cinquantina passando dal ponte». Pur dando garanzie di sicurezza la soluzione pare non abbia trovato ditte disponibili a fare il lavoro, così si sono cercate altre vie. «Pensiamo di sezionare la struttura circolare in 3 o 4 archi di cerchio seguendo le divisioni interne dei blocchi - prosegue - consolidarli e spostarli così, riempiendo la tomba di polistirolo per non far muovere le pietre. Ci sono varie imprese che possono fare l'intervento con l'aiuto del Centro Restauro della Soprintendenza».