E si scopre che la lezione in cuffia si apprende meglio Lidea del podcast nasce dalla vicenda di un ragazzino malato che non poteva frequentare Nella scuola che arranca dietro agli interessi dei ragazzi, nella scuola che parla ancora dallalto della cattedra rialzata a una platea di studenti sonnecchianti dietro i banchi, ci sono esperimenti innovativi che funzionano, che si servono delle nuove tecnologie per far diventare i ragazzi protagonisti delle lezioni e abbattere il grande muro del disinteresse. Definitivamente chiusa lera della disciplina, si apre forse quella dellinterattività, unico metodo universalmente riconosciuto in grado di rendere nuovamente attraente la storia e la matematica agli occhi degli studenti. Come emerge in modo evidente dalle due esperienze forse più originali che ci stanno più vicine. Quella della scuola media Pascoli di Valenza che da questanno inaugura le sue 31 classi con 31 lavagne interattive e quella più consolidata del Bodoni-Paravia, listituto tecnico torinese che dal 2005 utilizza il podcast per lapprendimento di molte materie. Due esperienze diverse, nate per ragioni differenti e con risorse diverse (la prima vale 100 mila euro la seconda poche migliaia), ma che rappresentano il desiderio individuale di sperimentare nel primo caso di un preside, nel secondo di un docente ormai anche piuttosto noto, Alberto Plan, che appassionato di radio e di nuove tecnologie per lapprendimento ha portato nelle sue classi queste tecniche per insegnare in modo assolutamente nuove le sue materie. Plan ha anche scritto un libro per spiegare agli insegnanti come utilizzare il podcast in aula. La sua maniera prevede regole molto vicine a quelle dello spettacolo, dove sono gli studenti che spiegano ai compagni la lezione sempre registrando e si possono riascoltare sullIpod o rivedere al momento di studiare quellargomento. Questo metodo unisce due valori aggiunti: rendere partecipe il ragazzo nella preparazione di una lezione che poi diviene anche sempre oggetto di discussione per tutta la classe, registrare e rendere disponibile per tutti attraverso Internet per riascoltare e apprendere con il lettore Mp3. «Alberto Plan ha iniziato questa avventura in occasione di un fatto triste - racconta la preside, Francesca Ramella - quando uno studente dellultimo anno si ammalò gravemente e non potè più partecipare alle lezioni in classe. Il docente e i compagni inventarono perciò quella che abbiamo battezzato radio Tony dal nome del ragazzo e cominciò a registrare le lezioni per farle riascoltare a lui da casa, portando non solo gli argomenti delle varie materie ma anche latmosfera e il dibattito dellintera classe». A Valenza, invece, linnovazione è arrivata più di recente. Grazie alla determinazione del preside, Maurizio Carandini, che in pochi mesi è riuscito a raccogliere contributi tra enti locali, Rotary e fondazioni bancarie, e a realizzare quello che si può definire un piccolo sogno per ogni scuola media italiana. Sono state acquistate e installate aule interattive in tutte le sue classi, è stato formato tutto il personale docente e da questanno ogni contenuto di ogni materia passa, anziché attraverso i libri, di chiavetta in chiavetta tra studenti e professori. Quando si parla di lavagne magnetiche, quelle stesse che il ministero vorrebbe "regalare" alle scuole italiane, solo però per tre o quattro classi, si parla di veri e propri grandi monitor di computer capaci di visualizzare grafica, immagini, ovviamente brani ed equazioni matematiche ma anche di collegarsi a Internet e a utilizzare tutte le sue immense risorse.