Attori e orchestrali in piazza contro i tagli Bilanci dei teatri in crisi e spettacoli annullati. I sindacati: "A rischio 450 posti" Il Comune nella bufera Venerdì prevista la manifestazione del Massimo e del Biondo: "Così possiamo chiudere" I dipendenti del Teatro Massimo e del Biondo scenderanno in piazza venerdì prossimo per manifestare contro i tagli appena varati dal Consiglio comunale. Tagli che avranno conseguenze pesanti sui bilanci dei due enti, ma soprattutto sui cartelloni già messi in piedi per il 2010. A rischio sono intere produzioni del Teatro Massimo, come il Nabucco che doveva inaugurare la prossima stagione, mentre cè chi parla di «chiusura completa» del Biondo. «Siamo molto preoccupati», dice Giorgio Pace direttore amministrativo del Teatro Massimo, mentre Pietro Carriglio, direttore artistico del Biondo, si dice «certo che il sindaco Diego Cammarata non farà morire unistituzione che ha fatto la storia di Palermo». Dallo staff del sindaco assicurano «che le risorse ai teatri saranno trovate». Di certo cè che i tagli ai trasferimenti comunali al Biondo e al Teatro Massimo sono pesanti: 16 milioni di euro in tre anni, di cui 4 milioni già nel 2009. Conti alla mano significa che per lanno in corso dei 3,7 milioni di euro che il Comune doveva garantire al Biondo, ne saranno versati poco più di un milione, mentre per il 2010 e il 2011 non un solo euro andrà allente diretto da Carriglio. Per il Massimo, invece, che doveva ricevere 4 milioni di euro, è previsto un taglio da 2 milioni di euro per il 2009 e lazzeramento completo dei trasferimenti per il prossimo anno. Il più colpito è certamente il Biondo, che ha un bilancio complessivo di appena 8 milioni di euro, quasi la metà garantiti fino a ieri dal Comune. Carriglio è su tutto le furie e ha subito chiamato il sindaco Cammarata: «Mi ha rassicurato dicendo che certamente non sarà lui a chiudere il teatro», dice il direttore dello Stabile. Al Biondo però hanno già fatto i conti con i tagli: «Se confermati, avremo un bilancio in perdita nel 2009 perché non possiamo tagliare nulla e per il 2010 si prospetta la chiusura completa», dicono da via Roma. Più contenuti i problemi al Teatro Massimo, che ha un bilancio da 40 milioni di euro nel quale i fondi del Comune incidono per il 10 per cento. Un taglio da 2 milioni di euro per il 2009 farebbe però chiudere il bilancio in perdita rispetto a una previsione di utile di poche centinaia migliaia di euro. Mentre per il 2010, considerando che la stagione è già stata messa in piedi ed è in vendita, sono a rischio le produzioni interamente finanziate dal Massimo, due su tutte: il Nabucco e lAida. «Non possiamo certo tagliare le coproduzioni avviate per il prossimo anno, come il Barbiere di Siviglia che vede nostri partner anche i teatri di Madrid e Lisbona, o la Maria Stuarda prodotta insieme a teatri di Venezia e Napoli», dicono dal Massimo. Subito dopo il varo dei tagli, il sovrintendete Antonio Cognata ha incontrato il direttore amministrativo Pace: «Se davvero vengono confermati i tagli, il bilancio del teatro tornerà in perdita nel 2009 e per il 2010 dovremo cancellare due o tre produzioni», dice Pace. I sindacati dei due enti sono sul piede di guerra. Cgil, Cisl e Uil annunciano una grande manifestazione per venerdì prossimo: «Abbiamo indetto una giornata di sciopero e faremo un corteo che si snoderà per le vie del centro - dice Maurizio Rosso, della Slc Cgil - A rischio è il futuro di 50 lavoratori del Biondo e dei 400 del Teatro Massimo». Da Palazzo delle Aquile il capogruppo del Pdl, Giulio Tantillo, difende la scelta fatta da Sala delle Lapidi nella manovra di riequilibrio di bilancio: «Anche gli operatori culturali devono attivarsi per trovare nuove entrate», dice Tantillo. «Deve essere il sindaco a trovare i fondi per salvare il Biondo», dice Leonardo DArrigo, dellMpa. Intanto contro la politica dellamministrazione Cammarata lassociazione cittadina Muovi Palermo, insieme ai cenciaioli della cooperativa Apas e al Comitato 12 luglio, ha organizzato oggi alle 16 una manifestazione a Piazza Pretoria per fare dimettere «la giunta comunale».