Una giornata alla masseria San Domenico dedicata alla valorizzazione dei beni culturali nellarea fasanese Fasano da millenni, per dirla alla maniera dei classici, è terra benedetta dagli dei. Ricchissima per doni della natura e sapienti insediamenti degli uomini. Rientrano nel suo territorio il parco-museo di Egnazia, larea archeologica più estesa della Puglia, lhabitat rurale dei villaggi rupestri con le cripte affrescate, le abitazioni e gli opifici medievali, le masserie fortificate e una selva fatta a misura di vacanza eco e socio-sostenibile. Un patrimonio che adesso è a disposizione dei turisti in una maniera innovativa e integrata, grazie a due progetti speciali, realizzati dal Dipartimento di Scienze dellantichità dellUniversità di Bari con il coordinamento della docente di Archeologia Raffaella Cassano e che intrecciano sapere e tecnologia. I progetti si chiamano "Fovea" e "Siriar" e, insieme ai risultati della nona campagna di scavi ad Egnazia, saranno presentati oggi nel corso di una giornata sul tema "Beni culturali e valorizzazione". Lappuntamento è dalle 9,30 alla masseria San Domenico di Savelletri con relatori, tra gli altri, il rettore dellUniversità di Bari, Corrado Petrocelli, il soprintendente per i Beni archeologici, Teresa Cinquantaquattro, e il direttore regionale per i Beni culturali, Ruggero Martines. Gli scavi, in collaborazione con Soprintendenza e Comune di Fasano hanno coinvolto 120 allievi dellateneo. Come spiega la Cassano, hanno incrementato le notizie sulla cosiddetta "città del vescovo", quella tardoantica, momento di ridisegno dellimpianto urbano di Egnazia. Sono emerse manifatture del V-VII secolo dopo Cristo come fornaci e calcare. Tra le scoperte più importanti, i resti di un santuario risalente II-I secolo avanti Cristo. Ma oggi si parlerà anche di valorizzazione del territorio. A partire da "Fovea (Fruizione orientata viaggi e archeologia), un sistema di video-totem collocati in nove luoghi strategici del Fasanese. Una maniera per coniugare tecnologia multimediale con natura, storia, archeologia e arte. Il visitatore raggiunge uno di questi totem (soltanto uno al momento è stato collocato nel museo di Egnatia, gli altri sono già pronti per raggiungere Savelletri, Lama DAntico, Torre Canne, Fasano, Zoosafari, Pezze di Greco e Montalbano), digita sui percorsi prescelti e, attraverso schede informative, conosce il territorio e sceglie come muoversi. Ogni totem è dotato di tecnologia Voip, grazie alla quale si entra in contatto con operatori turistico-alberghieri per il supporto logistico. «Con Fovea - spiega Raffaella Cassano- non è più il turista che si avvicina alle testimonianze, ma sono le testimonianze che si avvicinano a lui». Fovea è cofinanziato dalla Regione con i fondi Fesr dellUnione europea in collaborazione con Comune, Apt di Brindisi e Geosystem. Laltro progetto per il turismo è "Siriar"(Sistema informativo per il riuso delle architetture frutto di un Interreg Italia-Grecia) che gemella idealmente Fasano e Corfù con lallestimento di un Centro servizi per il turismo nel chiostro dei Minori Osservanti a Fasano e nellArsenale veneziano a Corfù-Gouvià. In questambito è stato eseguito da cinquanta giovani studiosi, un lavoro di censimento e schedatura dei contesti paesaggisti e archeologici del territorio disponibile sul sito www.siriar.it ed utilizzato in maniera più divulgativa anche per i totem di Fovea.