anno ricevuto l'avviso di comparizione mercoledì, il primo s'è chiesto perché io? E il secondo è rimasto di sasso : Alberto Artioli e Mario Turetta sono stati iscritti nel registro degli indagati dal pm Paola Pirotta nell'ambito dell'indagine sul parcheggio in Sant'Ambrogio. Un atto dovuto: per i due dirigenti ministeriali verrebbero ipotizzati reati ambientali e d'abuso d'ufficio. Artioli è il soprintendente per i Beni architettonici e del paesaggio di Milano, Turetta è direttore regionale ai Beni culturali: dovranno chiarire le motivazioni degli ultimi pareri favorevoli dati al piano di risistemazione superficiale del-l'area dei (previsti) box interrati accanto alla basilica. È da due anni che la Procura indaga sulla vicenda dell'autosilo (236 posti auto a rotazione e 234 per residenti, su cinque piani). A dare nuovo impulso all'inchiesta sarebbe stata l'integrazione dell'esposto presentato il 30 luglio da un gruppo di cittadini e da Italia Nostra, assistiti dall'avvocato Veronica Dini: «Il comitato Sant'Ambrogio aveva anche scritto una lettera al sindaco Moratti per discutere un ridimensionamento del progetto». L'ultima variante, invece, ha deciso l'ampliamento del parcheggio con il quinto livello. Una decisione che, vista dai cittadini, appare come un indennizzo dei costi subiti dall'impresa per gli scavi archeologici e i ritardi sull'avvio del cantiere: di qui, un altro esposto presentato alla Corte dei conti. Il primo progetto di parcheggio in Sant'Ambrogio viene approvato dal consiglio comunale nel 2000. E il primo parere negativo viene rilasciato proprio dal soprintendente Artioli, che per questo si dice stupito dell'avviso di garanzia. «Il piano ha poi subito revisioni e aggiornamenti, tutte le scelte sono state condivise », ricorda l'ex direttore regionale, Carla Di Francesco: «Dopo la valutazione positiva del Comitato tecnico e scientifico del ministero, è stata considerata la positività del parcheggio ». Motivo? «Consentiva la riqualificazione di un'area disastrata ». Ma la Procura, adesso, vuole sciogliere la contraddizione tra la Soprintendenza milanese almeno inizialmente contraria ai box e la direzione regionale favorevole. Negli anni, contro gli scavi: raccolte di firme, esposti e la petizione di cento milanesi illustri promossa dall'architetto Cini Boeri. Che dice: «L'autosilo è assurdo e inutile, la magistratura potrebbe fermarlo». I Radicali: «Abbiamo acquisito la relazione della Soprintendenza sugli scavi. L'area di parcheggio ospitava l'antico cimitero ad martyres , ci auguriamo che la Commissione cultura della Regione voti la tutela del sito». Gli ultimi atti sono stati firmati dopo l'insediamento di Turetta (novembre 2008): riguardano alberi, panchine e isola pedonale. I lavori, dicono in Comune, ripartiranno a dicembre: ieri l'Avvocatura ha avviato una verifica. (a. st. bi. mars.)