"Se cè una disponibilità al dialogo, bisogna che sia condivisa anche da Tutino" Nessun mandato ai sindacati per sedersi ancora una volta al tavolo della trattativa, un coordinamento delle sigle nazionali a Bologna e probabilmente una manifestazione pubblica lunedì prossimo in consiglio comunale. Lassemblea dei lavoratori del Teatro Comunale ha votato no al mandato richiesto dai sindacati per continuare la discussione con la direzione della fondazione sul piano aziendale: 111 i pareri contrari, 52 quelli favorevoli. «Su questa decisione dellassemblea hanno sicuramente influito le dichiarazioni di Tutino», spiega alluscita Beppe Fiorelli della Cgil. «Che Tutino smentisca le cose dette - aggiunge Alessio Festi, sempre della Cgil -. Se cè una disponibilità al dialogo, bisogna che questa sia condivisa da tutti, anche dalla direzione del teatro». Sotto accusa le dichiarazioni del sovrintendente che nei giorni scorsi aveva parlato di riduzione delle masse stabili e flessibilità nellorganizzazione del lavoro. «Il voto dellassemblea di oggi - incalza Enrico Baldotto della Fials-Cisal - è il frutto della incapacità di Tutino che al tavolo delle trattative non sa produrre nessun risultato, mentre è bravissimo a fare dichiarazioni». «Sono talmente rovinati i rapporti con questa sovrintendenza, che i lavoratori non ci hanno dato mandato a continuare le trattative», continua Stefano Gregnanin della Cisl. «Le nostre speranze erano riposte in Sita - conclude Baldotto - aspettiamo ancora un segnale da lui». La partita bolognese, fermatasi la settimana scorsa con lannuncio da parte del teatro che dal primo di marzo sarà disdettato il contratto aziendale (oltre al fatto che già ad ottobre non è stato pagato il premio di risultato), si intreccia con quella nazionale. Al tavolo dellAnfols, associazione delle fondazioni lirico - sinfoniche, sul rinnovo del contratto nazionale la scorsa settimana i sindacati avevano proposto di scindere la parte economica da quella normativa. Oggi lAnfols, presieduta peraltro dallo stesso Tutino, deve dare una risposta. Risposta che, a loro volta, i sindacati devono accettare o meno entro il 30 di questo mese. La proposta delle sigle bolognesi è allora quella di tenere il coordinamento nazionale a Bologna. Di scioperi, però, al momento non si parla. Si sta ragionando, invece, sulla possibilità di organizzare una manifestazione pubblica cittadina, magari unincursione nel consiglio comunale di lunedì prossimo.