Nuovo allestimento e un percorso cromatico attraverso la ricca collezione La sovrintendente Spantigati: in futuro sarà un polo importante del sistema museale Ultimo arrivo un paesaggio di Lalla Romano ceduto in comodato da alcuni privati Riapre al pubblico con un nuovo allestimento tutto a colori la Pinacoteca dellAccademia Albertina. Ieri sera linaugurazione per un museo nato negli anni Trenta dell800 per affiancare lattività dellAccademia, ma che ora si offre ai visitatori con tutti i requisiti di una moderna istituzione. Punto di partenza per i lavori - finanziati per 250mila euro dalla Regione - la necessità di realizzare un impianto di climatizzazione che garantisse la conservazione delle opere. «Abbiamo approfittato del cantiere in corso per riaprire le finestre da sempre sbarrate e rivedere il progetto espositivo, arricchendolo di strumenti didattici» ha detto ieri durante la presentazione il direttore Guido Curto. Nellordinare le opere si è tenuto conto di un precedente disegno realizzato nel '96, ma sono state ora apportate modifiche grazie a una collaborazione tra lAccademia e la Soprintendenza per i beni storico artistici. «Sentiamo la Pinacoteca un po come un museo nostro - ha aggiunto la soprintendente Carla Enrica Spantigati. - E nostra intenzione collaborare anche in futuro per farne un polo importante del sistema museale torinese, creando un rapporto tra queste raccolte e quelle della Galleria Sabauda». Nel nuovo disegno espositivo, che porta la firma delle storiche dellarte Francesca Petrucci e Rossana Vitiello (allingresso una terracotta di Luigi Mainolfi), le prime sei sale, caratterizzate dalle pareti rosse, sono dedicate ai dipinti lasciati allAccademia nel 1828 da monsignor Vincenzo Maria Mossi di Morano. Lì si trovano, in ordine cronologico, capolavori come il trittico di Filippo Lippi con i quattro Dottori della Chiesa e, per il Cinque-Seicento, un gruppo di dipinti fiamminghi e olandesi, inoltre opere dei maestri piemontesi, da Defendente Ferrari a Martino Spanzotti. Non mancano i caravaggeschi, con Mattia Preti e Bartolomeo Cavarozzi, presente con una straordinaria Sacra famiglia. La sesta sala segna una sorta di cerniera tra la raccolta Mossi e gli ambienti che raccontano la storia dellAccademia. Lì sono esposte, ed è una novità, le copie di dipinti celebri di Raffaello, Caravaggio, Guido Reni, Rubens, anchesse dalle raccolte dellAccademia. La seconda parte del percorso, in azzurro, è dedicata invece alle opere di maestri e allievi dellAlbertina nella prima metà dell800, tra queste i bozzetti di Filippo e Ignazio Collino, le sculture di Giacomo Spalla, gli acquerelli di Giuseppe Pietro Bagetti. Ci sono infine gli acquisti e i lasciti, tra questi la preziosa collezione di «cartoni» di Gaudenzio Ferrari e della sua scuola, donata da Carlo Alberto nel 1832. Mancano ora allappello, perché esposte alla Fondazione Accorsi, le 12 vedute veneziane già attribuite a Canaletto, poi a un non meglio identificato Maestro dellAccademia Albertina, per le quali è stato individuato un apposito spazio. Le ultime due sale, tinteggiate di verde, ospitano infine opere del secondo '800 e del '900, fra cui un nucleo di dipinti di Giacomo Grosso, acquistati dallo Stato dopo la morte dellartista. Ultimo ingresso, un paesaggio di Lalla Romano, ceduto in comodato permanente da privati, per ricordare il suo percorso allAccademia torinese. (lunedì-sabato 10-18, info 0118177862).
TORINO - Riapre la Pinancoteca Albertina. A colori
La Pinacoteca dell'Accademia Albertina di Torino è stata riaperta al pubblico con un nuovo allestimento. Il progetto è stato finanziato con 250mila euro dalla Regione e ha comportato la realizzazione di un impianto di climatizzazione per garantire la conservazione delle opere. Il direttore Guido Curto ha spiegato che il progetto espositivo è stato arricchito di strumenti didattici e che si è tenuto conto di un precedente disegno realizzato nel 1996. La soprintendente Carla Enrica Spantigati ha sottolineato l'intenzione di collaborare con la Galleria Sabauda per creare un polo importante del sistema museale torinese.
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