Sul biografico amato va avanti con i tagli Il presidente: "I soldi di Bondi sono insufficienti. E la riduzione della redazione è inevitabile". Caravale: "Il Dizionario è unopera di interesse nazionale" Il mio appello alla comunità di studiosi per il Biografico? Il consiglio di amministrazione di oggi lha definito unanimemente "un atto di sana rottura di un piccolo monopolio accademico". Altro che "atto di incultura", come qualcuno ha detto in questi giorni». Indispettito dalle critiche di Carlo Ginzburg e della comunità scientifica, Giuliano Amato esce dal consiglio della Treccani piuttosto agguerrito. «Tutti i consiglieri hanno condiviso la mia preoccupazione dellopera infinita, che alla lunga mette a repentaglio la sua stessa credibilità. Quel che si chiede al Biografico è di accelerare i tempi di produzione. Quindi bene il lemmario definito entro gennaio e bene il call for papers, lappello online agli studiosi. E bene se verrà qualche contributo pubblico, soprattutto i possibili acquisti che mi hanno promesso i presidenti delle Camere». E la redazione del Biografico, cui spetta il vaglio critico del materiale che affiorerà dalla Rete? «Dovrà senzaltro rimanere, ma dovrà avvalersi di un mix di risorse umane (meno) e di tecnologia (più)». In altre parole, il ridimensionamento (delle risorse umane) resta, anche dopo lintervento del ministro Bondi, che ieri ha promesso un aiuto finanziario attraverso la società Arcus. «Quel che Bondi mi ha assicurato», dice Amato, «è una somma che non supera i trecentomila euro per il solo 2010. Io gli sono grato, ma così copriamo la metà delle perdite del Biografico per il prossimo anno». Una somma contenuta, che tuttavia permetterebbe di evitare limpoverimento delléquipe del dizionario, alla quale è affidato quel vaglio critico che assicura lalta qualità dellopera. Il presidente della Treccani non è di questavviso. «La riduzione della redazione si giustifica comunque: abbassa i costi senza indebolire la capacità di lavoro. Si prevede infatti di accompagnarla con un uso finora mai fatto al Biografico del cosiddetto sistema editoriale, il quale facilita e accorcia di molto i tempi per la revisione delle voci». «Non capisco questa insistenza di Amato sui tagli», interviene Mario Caravale, direttore del Biografico. «La richiesta di Franco Tatò era stata quella di ridurre di duecentomila euro i costi del Biografico. Ora il ministro Bondi offre un sostegno di trecentomila euro: perché voler sacrificare a tutti i costi lapporto redazionale?». Il finanziamento di Arcus, suggerisce Caravale, potrebbe diventare costante nel tempo. «Con il suo gesto Bondi ha riconosciuto limportanza nazionale dellopera. La funzione civile del Biografico è stata rimarcata anche dal presidente Fini e dai parlamentari del Pd. Mi risulta che anche il consiglio damministrazione appena concluso abbia auspicato la prosecuzione del Dizionario nelle forme culturali attuali». In mattinata aveva chiesto la sospensione dellordine di servizio di Franco Tatò che impone appunto il ridimensionamento della redazione lassemblea dei lavoratori della Treccani. Il profilo della Enciclopedia emerso dallincontro è quello di una istituzione svuotata, impoverita, quasi ombra di se stessa, in cui le redazioni le poche rimaste non comunicano tra loro. La crisi del Biografico sembra soltanto la manifestazione più nitida di un malessere dettato dallincerto destino della Treccani e della sua missione culturale. Tra le singolarità dellIstituto, figura anche lanomala coincidenza tra il suo organigramma e quello della Fondazione Italianieuropei, a cominciare dal comune presidente Amato e dal comune direttore editoriale Massimo Brai (oltre i comuni servizi editoriali di Marchesi grafiche editoriali). Una sovrapposizione che ha autorizzato Il Giornale a dare addosso al "lobbista" DAlema, accusato secondo un consueto cliché di essere responsabile anche di questo "feudo" culturale. «Al di là delle congetture scandalistiche e comunque sbagliate», dicono in redazione, «rimane limpressionante sovrapposizione». Non è per niente impressionato Amato, che ribatte: «Che un istituto culturale abbia più nomi che pure partecipano allattività di altre istituzioni culturali non è sorprendente, tuttaltro». Da sempre la storia del Biografico appare intrecciata a quella dellIstituto. La proposta di scindere lalbero della Enciclopedia in due tronchi da una parte una fondazione per lalta cultura, dallaltra una società editoriale capace di produrre profitti risale a dieci anni fa, quando lallora amministratore delegato Lorenzo Pallesi portò al presidente Francesco Paolo Casavola un dettagliato piano di ristrutturazione. «Ma Casavola lo rifiutò indignato», ricorda ora Pallesi, «dicendomi che, per presiedere una cosa così, non cera bisogno di un ex presidente della Corte Costituzionale. Per protesta me ne andai, sbattendo la porta». Quel progetto finì in un cassetto, e lì è rimasto fino a oggi. Cè ora chi lo invoca come una possibile soluzione.