MIRA. Il Comune di Mira mette i paletti alla deregulation edilizia regionale rappresentata dalla legge sul Piano Casa. Fra le misure più importanti ci sarà una fascia di rispetto paesaggistica, con lo stop alle costruzioni di edifici più alti di 9 metri a 150 metri dal Naviglio del Brenta. Anche i capannoni industriali rispetto alle possibilità espresse dalla legge potranno lievitare molto meno del previsto. «Abbiamo approvato in Consiglio un documento - spiega l'assessore Maurizio Barberini - che permetterà a Mira di avere uno sviluppo ordinato, senza modificare l'aspetto dello skyline ad esempio del Naviglio del Brenta. Se nella fascia di rispetto dei 100 metri permangono tutti i vincoli legati alle Soprintendenze, abbiamo derogato alla legge per la fascia dei 150 metri mettendo il limite di altezza di 9 metri per gli edifici». Il Comune spiega che l'adozione della Legge sul Piano Casa non può modificare le linee direttrici del Pat che prevede uno sviluppo edile molto limitato. «Abbiamo ritenuto di dover limitare l'ampliamento dei capannoni - spiega Barberini - imponendo criteri speciali. Le distanze fra le case, invece restano quelle fissate dalla legge: 5 metri». Il centrodestra ha votato contro. Barberini resta sempre aperto però ad andare incontro alle esigenze dei residenti. «Vedremo - dice - con gli uffici tecnici quali saranno le variazioni che si potranno adottare in un secondo momento, cioè se arriveranno decine o centinaia di richieste di ampliamento delle abitazioni previste dalla legge fino al 40 ». Soddisfatto di come sono andate le cose il capogruppo dei Verdi Francesco Vendramin: «Questa soluzione - dice - blocca una possibile cementificazione incontrollata. I paletti messi dal consiglio comunale ad una legge regionale così esagerata sul piano dello sviluppo edile erano necessari». -