Finora il sindaco Massimo Cacciari, presidente della fondazione lirica, aveva fatto l'impossibile per non ridurre il contributo comunale al teatro, e anche lo scorso anno la Fenice oltre alle politiche sociali era stata la sola voce del bilancio dell'Amministrazione a non subire decurtazioni. Quest'anno, però, non sarà più possibile, anche se per la Fenice il taglio aprirà nuovi problemi in una situazione finanziaria già molto difficile. «Nelle condizioni in cui siamo conferma il sovrintendente del teatro Giampaolo Vianello ogni riduzione di contributi non fa che creare nuove difficoltà all'attività della fondazione. Dal Comune però non abbiamo ancora avuto comunicazioni ufficiali». La Fenice chiuderà certamente in rosso anche il bilancio 2009 dopo quello del 2008 con un passivo di circa un milione e mezzo di euro, sempre che arrivi il milione e mezzo di euro atteso come reintegro del Fus il Fondo unico per lo spettacolo annanciato dal ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi. Se così non sarà, il rosso andrà, evidentemente, raddoppiato. Anche la raccolta fondi privati quest'anno complice la crisi è scesa da circa 5 miioni e meno di 4 milioni e mezzo di euro, per la defezione di aziende e soci in difficoltà, a cominciare da quello americano del Casinò di Macao, Bob Weidner. La Fenice raccoglie il massimo possibile dagli introiti al botteghino, comunque limitati e grazie a Fest - la società che segue le attività non istituzionali del teatro - raccoglie altre risorse da visite guidate, serata di gaia (come quella recente con l'Emiro del Qatar) e altre attività di commercializzazione. Ma la coperta continua a restare troppo corta per mantenere in equilibrio i conti e una delle poche buone notizie è che la Regione contrariamente a quanto sarà costretto a fare il Comune non diminuirà il suo contributo di circa 2 milioni di euro annui, legati anche a sinergie e collaborazioni con l'Arena di Verona. Sul fronte del taglio delle spese. la Fenice ha già fatto tutto il possibile, puntando anche sempre pi su coproduzioni e collaborazione per abbattere i costi degli ailestimenti e mettendo mano anche ai cachet degli artisti. La speranza, anche per il teatro, è che il 2010 porti una ripresina economica che riporti parte delle sponsorizzazioni oggi mancanti. Ma la strada resta in salita, soprattutto se il Governo continuerà a tagliare i suoi contributi al Fus.