Villa Manzoni avrà un nuovo proprietario. Si tratta dell'ambasciata del Kazakistan a Roma. Dopo tanti anni di abbandono e di degrado (si dice anche che nell'antica casa si tenessero un tempo messe nere e riti satanici), tornerà la vita nella splendida residenza sulla via Cassia (nel ventesimo municipio), voluta dai nipoti dell'autore dei "Promessi sposi" e costruita per loro, nel 1925, dall'architetto Armando Brasini, che a Roma ha realizzato anche il ponte Flaminio, il palazzo dell'Inail e l'ingresso monumentale del giardino zoologico. In tutto sono più di nove ettari di parco e tre fabbricati (una residenza principale, l'ex casa del giardiniere e le ex stalle), vicino a via Cortina d'Ampezzo e proprio di fronte alla tomba di Nerone, che magari i residenti avrebbero voluto diventassero verde pubblico. Solo a febbraio dell'anno scorso la villa era stata acquistata dal gruppo statunitense Carlyle per una somma pari a tre milioni e 300 mila euro. Oggi, invece, finisce nelle mani dell'ambasciata del Kazakistan che l'ha pagata quasi il doppio: cinque milioni e 550 mila euro. Sempre che il ministero per i Beni culturali, che ha messo tre vincoli su villa Manzoni, non decida di esercitare entro fine luglio il diritto di prelazione.
Villa Manzoni all'ambasciata del Kazakistan
Villa Manzoni avrà un nuovo proprietario. Si tratta dell'ambasciata del Kazakistan a Roma. Dopo tanti anni di abbandono e di degrado (si dice anche che nell'antica casa si tenessero un tempo messe nere e riti satanici), tornerà la vita nella splendida residenza sulla via Cassia (nel ventesimo municipio), voluta dai nipoti dell'autore dei "Promessi sposi" e costruita per loro, nel 1925, dall'architetto Armando Brasini, che a Roma ha realizzato anche il ponte Flaminio, il palazzo dell'Inail e l'ingresso monumentale del giardino zoologico. In tutto sono più di nove ettari di parco e tre fabbricati (una residenza principale, l'ex casa del giardiniere e le ex stalle), vicino a via Cortina d'Ampezzo e proprio di fronte alla tomba di Nerone, che magari i residenti avrebbero voluto diventassero verde pubblico. Solo a febbraio dell'anno scorso la villa era stata acquistata dal gruppo statunitense Carlyle per una somma pari a tre milioni e 300 mila euro. Oggi, invece, finisce nelle mani dell'ambasciata del Kazakistan che l'ha pagata quasi il doppio: cinque milioni e 550 mila euro. Sempre che il ministero per i Beni culturali, che ha messo tre vincoli su villa Manzoni, non decida di esercitare entro fine luglio il diritto di prelazione.
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Bene culturale
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