No alla commissione d'inchiesta. Si dimette il geometra arrestato L'indagine interna ci sarà. Si conclude dopo oltre tre ore il confronto tra maggioranza e opposizione sulla richiesta di una «indagine» (ammini-strativa) che abbia per oggetto le vicende urbanistiche finite nell'inchiesta (quella vera) della Procura sui rapporti tra Quadra, dipendenti pubblici, e i due esponenti Pd Alberto Formigli e Antongiulio Barbaro. Nella sede della commissione urbanistica, presieduta da Elisabetta Meucci (Pd) il clima è teso fin da subito. La presidente chiarisce che, anche se c'è la disponibilità a favorire la «massima trasparenza», c'è un limite, oggettivo: non sostituirsi ai magistrati. Giovanni Donzelli (Pdl) è scatenato. Alza la voce, vuole arrivare alla commissione. Si becchetta anche con Eros Cruccolini (La sinistra per Firenze) che gli chiede, tra il serio e il faceto, di abbassare i toni. «A me quando eri presidente del consiglio comunale non mi facevi parlare di queste cose», alza il volume Donzelli. «Sei un maleducato », gli risponde Cruccolini. «Li hai sempre difesi», ribatte l'esponente del Pdl. «Non sei un magistrato», urla anche Cruccolini. «Non l'ho mai detto », si arrabbia Donzelli. «Veramente, l'hai fatto cinque minuti fa», si intromette Cecilia Pezza del Pd. È solo una scena del lungo confronto tra maggioranza e opposizione. Entrambe vogliono «chiarezza», dice più volte il capogruppo democratico Francesco Bonifazi. Un confronto a tratti surreale, tra facce perplesse, che si conclude con il lodo «Spini-Cruccolini». Il secondo propone di affidare alla presidente una sorta di attività istruttoria per riportare poi atti e documenti in commissione. Spini aggiunge la presenza del vicepresidente, il capogruppo del Pdl Giovanni Galli. Si agirà in base all'articolo 28 che parla della possibilità per le commissioni di predisporre «indagini» per acquisire «documentazioni e informazioni», partendo da quelle dell'inchiesta. È fatta, tutti sono d'accordo. «L'importante è partire tutti insieme», dice soddisfatto Valdo Spini. «La sinistra ha dovuto cedere», è il commento del Pdl, Galli in testa. Convinto anche Donzelli, che voleva fino all'ultimo una commissione? «Se non avessi puntato i piedi fino in fondo, non avremmo ottenuto questo risultato ». Non è invece d'accordo Ornella De Zordo di Per Unaltracittà, che voleva una veracommissione d'inchiesta: «La commissione urbanistica di oggi non ha adeguatamente risposto al bisogno di trasparenza che ha la città », dice De Zordo. «Un commento stucchevole, l'importante è fare luce», le ribatte Donzelli. «Qui sembra qualcuno voglia prendersi il merito di un risultato che abbiamo ottenuto tutti assieme», ribatte Cruccolini, che chiede però di non mischiare l'indagine della commissione con il Piano strutturale: «Continuiamo ad insistere che ciò non ha niente a che vedere con il Piano Strutturale che sarà oggetto del dibattito politico nelle prossime settimane ribadendo che la sinistra a suo tempo ha lavorato affinché il Piano strutturale nella passata legislatura non fosse approvato ». Dal Pdl la vice Bianca Mario Giocoli chiede che però, prima di affrontare qualunque atto, venga in commissione il sindaco Matteo Renzi. «Basta con gli show in consiglio». Ma contro Renzi si scaglia Donzelli: «È politicamente coinvolto sostiene l'esponente Pdl da presidente della Provincia, non ha fatto nulla per bloccare gli atti che nel 2005 hanno portato alla variante urbanistica per l'area del Ferrale», anche questa al centro dell'inchiesta Quadra. Già, l'inchiesta. Partono da domani gli interrogatori di garanzia alle sette persone arrestate. Il primo a rispondere alle domande del gip Rosario Lupo sarà Giovanni Benedetti, il geometra dell'ufficio edilizia di Palazzo Vecchio, unico indagato finito in carcere. Altre sei persone, tra politici, imprenditori, professionisti e tecnici del Comune, sono ai domiciliari e saranno ascoltate probabilmente nella prossima settimana. Benedetti ieri mattina ha rassegnato le dimissioni dall'ufficio edilizia del Comune. Il suo legale, l'avvocato Alessandro Falciani ha consegnato il documento in procura, per dimostrare che non esiste più alcuna esigenza cautelare: ha abbandonato l'ufficio, non c'è pericolo di reiterazione del reato. Per questo motivo, il giudice aveva disposto la misura cautelare in carcere. Domani per il geometra del Comune, che in alcune conversazioni è definito «il portaborse di Ciolli», sarà un giorno decisivo. Per lui, il gip dovrà decidere se rimetterlo in libertà o concedergli i domiciliari. Dagli archivi di Palazzo Vecchio esce una vecchia missiva. Nel novembre del 2001, una lettera anonima, con critiche pesanti su alcuni comportamenti nell'ufficio urbanistica, facendo il nome di uno degli indagati e arrestati, il geometra Ciolli, arrivò negli uffici dell'ex vicesindaco Giuseppe Matulli. Fu girata all'allora assessore all'urbanistica Gianni Biagi che la recapitò alla Procura della Repubblica, con una lettera di accompagnamento in cui la sottoponeva all'attenzione dei magistrati. Procura che però, usualmente, non fa partire indagini da esposti anonimi. Cantieri progetti. Restano ancora bloccate sei varianti al Prg «Non costruirò un metro cubo in più, solo ristrutturazioni», ha ripetuto anche ieri al Corriere della sera il sindaco Matteo Renzi. Ma tra le decine di atti urbanistici bloccati, c'è anche la variante per il Poggetto, necessaria per risolvere il contenzioso decennale con richiesta di risarcimenti a danno del Comune. L'ufficio urbanistica, rallentato per il periodo elettorale e per la completa riorganizzazione dei dirigenti, ha nei suoi scaffali 6 varianti già adottate, che devono ripassare dal Consiglio comunale per essere definitivamente approvate, e centinaia di richieste di Dia e permessi a costruire, diverse delle quali proprio sulle classi 6 (ex aree industriali da trasformare in residenziali). In base alla normativa, il no a queste Dia e permessi deve essere motivato, ma se sussistono le condizioni di legge, vanno avanti. L'unico modo per bloccarli è cambiare le Nta (norme tecniche) del Piano regolatore. O approvare il nuovo piano strutturale e il regolamento edilizio: ma in entrambi i casi, oltre al fatto che sono procedure che durano mesi, non si possono usare in modo retroattivo: quello che è stato presentato, segue il suo iter. Le 6 varianti invece devono tornare in commissione urbanistica e in Consiglio. Tra queste, c'è l'Esselunga a Galluzzo, il recupero dell'ex carburante in piazza Nobili, Villa Favorita, uno in via di Peretola, una a Torregalli. Ma soprattutto c'è la variante per il Poggetto, che serve per chiudere il contenzioso con il curatore fallimentare su una vicenda che ha visto il Comune rischiare di dover pagare decine di milioni di euro di risarcimento. L'accordo per sanare tutto passava anche dalla definizione di cosa e quanto si poteva costruire in quell'area, definita il «mostro» del Poggetto. Non approvarla, rimetterebbe in discussione la vicenda. --------------------------------------- «Inaccettabile lo scaricabarile di Domenici» Fa discutere l'intervista dell'ex sindaco Domenici rilasciata ieri al Corriere Fiorentino . «È davvero inaccettabile tuona Ornella De Zordo che ancora una volta si chiami fuori da qualunque responsabilità. Chiesi una commissione d'indagine sull'urbanistica e mi rispose, con arroganza, che potevo trovare tutto in rete civica: si deve assumere la responsabilità di non aver voluto controllare e di aver ostacolato chi voleva farlo». Severo il giudizio di Bianca Maria Giocoli, ex capogruppo di Forza Italia: «È facile scaricare tutto sui dipendenti e dire che Formigli non era un suo assessore: le delibere passavano dalla giunta. Troppo semplicistico dire che le Dia di Quadra sono lo 0,64: il problema è il malcostume emerso nel modo di gestire la cosa pubblica, non se ne può chiamare fuori». Anna Nocentini, ex capogruppo Prc aggiunge: «Non contano i numerini, ma il sistema di potere non trasparente». Razzanelli, ex capogruppo dell'Udc, fa un esempio: «Se mio figlio ruba e io ho vissuto con lui senza accorgermene, quanto meno ho peccato di omissione di controllo. Lui non è coinvolto direttamente ma ha una responsabilità politica». Unico a sottoscrivere le parole di Domenici è l'ex capogruppo del PdCi Nicola Rotondaro: «Altrimenti dovrei dare del bischero pure a me che non mi sono mai accorto di nulla. Non c'era una cupola » . ( F. S.) --------------------------------------------- Autocritica Pd: non c'è stata trasparenza Caso Formigli, documento del gruppo consiliare: «Ora basta conflitti d'interesse» Abbiamo avuto «scarsa attenzione » sul principio della «trasparenza ». Va tracciata una riga per riportare «coerenza» tra «valori etici e comportamenti». Ma non si può non criticare gli altri livelli del partito, che finora hanno solo usato «toni diplomatici», lasciandoci di fatto soli. È una sintesi (ragionata) del documento del gruppo consiliare del Pd, partorito ieri dopo una riunione durata tre ore. Non c'è Salvatore Scino, il consigliere eletto nella lista Renzi e poi passato al Pd, indagato anche lui per un presunto falso su una dichiarazione di inizio attività in scadenza: si parla di sospensione o dimissione dal ruolo che ora ricopre, quello di vicepresidente del consiglio. Potrebbe essere uno dei segnali che il Pd vuole dare, dopo essere stato indicato al centro delle relazioni sull'urbanistica finite, ormai, in diverse inchieste della Procura. Il documento del gruppo consiliare cita persino Lenin: «Che fare?». Il primo dovere è, per il gruppo del Pd, «superare il distacco che, nel tempo, si è venuto a creare tra i cittadini e la politica, rimettendo, con forza, al centro della sua azione la coerenza fra i valori etici dichiarati e i comportamenti posti in essere. In sostanza, non dovranno ripetersi circostanze o situazioni in cui si possano intravedere più o meno latenti forme di conflitto d'interessi o, comunque, zone d'ombra che si caratterizzano per l'opacità dei rapporti ». Basta «consigli» ai propri esponenti per dimissioni, non bisogna neanche arrivarci, come è successo con Formigli (geometra, progettista, presidente della commissione urbanitica). Una cesura, insomma, rispetto al passato e alle vicende che emergono dall'inchiesta su Quadra. Inchiesta sulla quale non si danno commenti «giuridici », «noi riponiamo la massima fiducia nell'operato della magistratura, precisando che, non essendo a conoscenza dei particolari riguardanti le indagini sin qui svolte, non siamo in grado di compiere nessun tipo di valutazione concreta, fermo restando naturalmente il principio di non colpevolezza sancito dalla Costituzione». Ma anche se tutti i consiglieri comunali confidano che «chi oggi si trova coinvolto nella vicenda giudiziaria risulterà completamente estraneo ai fatti contestati», c'è la politica: «L'impressione che si ritrae, forse condizionata anche dalla complessa fase di costituzione ed organizzazione del nuovo partito, è quella di un movimento che non ha corrisposto pienamente ai dichiarati valori dell'etica politica e del necessario rigore», scrivono. Per questo motivo, nasce la scelta di «prendere le distanze da un modo di agire che certamente non risponde al principio della trasparenza». Il partito si deve fare carico della «carenza di attenzione» che c'è stato sui comportamenti scorretti, ma senza cadere nell'errore di ritenere che «comportamenti non trasparenti ascrivibili ai singoli, siano attribuiti all'intero partito». Ma il gruppo ce l'ha anche con il resto del Pd, che in sostanza li ha lasciati soli: nessuno ha parlato «forte e chiaro», il segretario cittadino non c'è, quelle metropolitano e regionale hanno evitato di esporsi, pensano nel gruppo consiliare. Troppo poco: «Il Pd fiorentino non può dare l'impressione di affrontare solo "in modo diplomatico" un così elevato obiettivo, ma ne deve fare una bandiera da perseguire e difendere per essere all'altezza del grande investimento di fiducia e di speranza che milioni di persone ci hanno riconosciuto votando alle primarie». È anche questa una risposta, indiretta, al sindaco Domenici, che dalle pagine del Corriere fiorentino aveva detto: «Il Pd parli ». Ma c'è chi non ha preso bene quell'affermazione. «La risposta del Pd c'è stata, anche allora afferma l'ex segretario cittadino del Pd Giacomo Billi, ora assessore provinciale al turismo eccome se c'è stata, fino al punto di mettere sul piatto le mie dimissioni se non si fosse dimesso Formigli (e Cioni ndr ). Credo di essere stato uno dei pochi a rispondere con i fatti senza emettere alcuna condanna, con la consapevolezza che chi ha una responsabilità pubblica non deve essere soltanto onesto ma anche apparire tale». E l'ex segretario socialista Tommaso Ciuffoletti ha ricevuto 20 commenti su Facebook scrivendo: «Domenici sembra un alieno capitato per caso a Palazzo Vecchio». Parole diverse arrivano dalla coalizione: «L'entità di questa vicenda non era assolutamente prevedibile dice Eros Cruccolini, ex presidente del consiglio comunale, ora esponente de La sinistra Domenici non c'entra e non credo assolutamente fosse informato. Ora spetta a noi andare a vedere gli atti e capire se ci sono state difformità di trattamento. E se questo dipende dalle norme, dobbiamo scriverne di più rigide». Ma la vicenda Quadra ha uno strascico fuori Firenze: Il capogruppo del Pdl a Scandicci, Paolo Marcheschi, ha scritto al direttore generale del Comune per conoscere «se sono intercorsi rapporti tra il Comune e la società Quadra». Così come l'ex consigliere comunale Pino Comanzo, assieme alla Sinistra per Scandicci. E le Rdb di Firenze parlano di una «questione morale». Marzio Fatucchi Federica Sanna